Buffon: torno a gennaio e per il futuro è presto, ma decide la Juve

Il portiere fuori per infortunio: «Un contratto fino al 2013 è qualcosa che lega abbastanza. E poi il Manchester United non mi ha mai chiamato. La Nazionale? Prandelli trasmette sicurezza e le sue idee a una squadra che lo segue. Totti e Del Piero azzurri? Sono giocatori di classe immensa che, se in condizioni fisiche ottimali, possono ancora dare una mano

Il portiere della Juventus e della Nazionale Gigi Buffon ha parlato in esclusiva ai microfoni di Sky Sport24.
Quando rientrerà? «Penso che le cose stiano andando molto bene, credo che a metà novembre-fine novembre comincerò ad allenarmi in maniera continua e specifica, per cui credo che da gennaio potrei essere di nuovo arruolabile».
Sarà a Genova a trovare la squadra: quanto è difficile star lontano da questa Nazionale di Prandelli? «Tanto, è già difficile di suo quando stai lontano dalla Nazionale, perché la Nazionale ha un sapore, ha qualcosa che ti coinvolge in maniera totale, per cui anche se fosse un'altra situazione sarebbe ugualmente difficile e mi dispiacerebbe allo stesso modo. In più, in questo momento, c'è un nuovo progetto, nuove ambizioni, nuove mire, un nuovo staff tecnico e questo fa sì che mi dispiaccia maggiormente, però mi sto allenando e sto correndo proprio per non perdere ulteriore tempo».
Dallo spogliatoio di Coverciano cosa ti raccontano? «Mi raccontano che le premesse sono buone. Chiaramente c'è molto entusiasmo da parte di tutti, com'è normale che sia quando comincia un progetto nuovo e c'è gente nuova. Poi devo dire che anche i risultati, secondo me, stanno dando conforto e stanno dando una mano a tutto questo entusiasmo che si sta creando nel gruppo. Credo che alla base di tutto, come tutti sappiamo, il risultato sia determinante per far sì che si possa credere in maniera sviscerata a un progetto».
Sei più ottimista rispetto a quando, tornando dal Sudafrica, dicevi che sarebbe stato difficile anche qualificarsi ai prossimi Europei? «Più ottimista sì, perché in queste partite ho visto una squadra che è una squadra, per cui come segnale è già stato buono. Poi sono più ottimista perché la classifica è buona, visto che anche gli altri ci stanno dando una mano, per cui sicuramente è una cosa che fa piacere, della quale avevamo bisogno. La situazione che mi fa star bene è vedere un allenatore appena arrivato, come Cesare Prandelli, con le idee molto chiare, che trasmette sicurezza, che trasmette le sue idee a una squadra che lo segue: questa è la cosa migliore. Sostituire un personaggio carismatico come Lippi è difficile, però lui ci sta riuscendo molto bene».
Italia-Serbia: Krasic deve far davvero così paura? «Sicuramente, per quello che stiamo vedendo a Torino, è un giocatore di quelli importanti, di quelli che possono segnare un'epoca della Juventus, in una Juventus che mi auguro vincente. Si sta parlando di un signor giocatore».
Buffon-Viviano: sei d'accordo con questo paragone? «È normale che sia così, nel momento in cui uno è assente e c'è un altro ragazzo che prende il suo posto, è normale che si sprechino i commenti e i paragoni. Lui, secondo me, è stato molto bravo, poco impegnato, ma quello che ha fatto, l'ha fatto con grande disinvoltura e sicurezza».
È quello che ti assomiglia di più? «Sicuramente quando ero giovane sì, a livello caratteriale, per come affronta la gara in maniera spregiudicata, anche strafottente se vogliamo, credo che sia una dote importante, soprattutto quando sei giovane e ti vuoi imporre nel mondo dei grandi».
Sarebbe giusto chiamare Totti in Nazionale? «Penso che se dimostrasse, come ha dimostrato negli ultimi anni, di avere ancora la voglia e la condizione per poter affrontare delle partite in Nazionale, con il bagaglio tecnico che ha può far vincere qualsiasi partita in qualsiasi momento, l'importante che lui sia convinto. Poi, sono scelte che spettano soprattutto al tecnico. Il tecnico che abbiamo mi sembra una persona prudente e se dovesse farlo sarebbe perché ha già discusso della cosa con il diretto in causa».
Cassano ha detto che gli piacerebbe giocare con Totti, tu non è che hai detto che ti piacerebbe giocare con Del Piero? «Penso che per Alessandro vada fatto lo stesso discorso, perché come Francesco è un altro di quei giocatori che in questi ultimi anni, se dimostra di star bene fisicamente, in qualsiasi momento con una punizione, con una giocata, con un dribbling ti può far vincere la partita. Sono giocatori che rimarranno probabilmente degli "evergreen" perché, finchè non ci saranno dei sostituti con le stesse caratteristiche, è normale che a qualsiasi età e in qualsiasi momento accenderanno sempre la fantasia dei giornalisti, dei tifosi e degli appassionati di calcio».
Stai dicendo che meriterebbe anche lui un'ultima partita in Nazionale? «No, io non parlo di ultime, io penso che stiamo parlando di giocatori con una classe immensa che, se li trovi in un certo periodo, in condizioni fisiche ottimali, possono ancora dare una mano alla causa».
Il Manchester United è un pensiero? «Il Manchester United è una grandissima squadra che però non ha mai palesato in maniera diretta al sottoscritto un interesse, sono notizie giornalistiche che magari non so se hanno fondamento oltremanica, però qui in Italia non ce l'hanno perché non sono stato avvicinato e non ho mai avuto questo interesse palesato da parte di nessuno».
Il tuo futuro lo deciderai a fine stagione, non prima? «No, perché se no poi ogni anno sembra sempre che Buffon debba decidere. Buffon non deve decidere niente, alla fine Buffon è un giocatore ed è a disposizione di una società, per cui quello che accadrà lo deciderà la società. Penso che il fatto di avere un contratto con la Juve fino al 2013 sia qualcosa che leghi abbastanza».
La Juve intanto è nelle mani di Storari: è finita bene? «Sicuramente, penso che abbia preso un ottimo portiere che dà ampie garanzie, ha già una certa esperienza, ha saputo e saprà gestire nel miglior modo possibile ogni tipo di situazione, sia positiva che negativa. È stato un ottimo acquisto, un acquisto mirato».
La Juve è da scudetto? «Vedendo un po' di interviste del mister, direi che il suo "no limits" sia da riproporre in continuazione».
Negli ultimi tempi si è parlato dell'ombra di Lippi a Torino: si sentiva così tanto? «Penso che quando c'è di mezzo una squadra importante, con una città importante, che magari è in crisi di risultati, e c'è fuori dal mondo del calcio un personaggio carismatico e ingombrante come Lippi, è normale che subito venga fatto questo tipo di accostamento. Però, conoscendo Lippi, credo a lui nel momento in cui ha dichiarato che da quando ha finito il Mondiale non ha più parlato di calcio con nessuno e non ha più sentito nessuno».
Il tuo futuro è alla Carrarese? «Diciamo che io sono il tifoso-socio».