«Le bugie comuniste rovinano Chiavari»

Maria Vittoria Cascino

«Le bugie dei comunisti che malgovernano Chiavari». A caratteri cubitali. Sui muri della città. Lo hanno scritto quelli di Forza Italia che su un manifesto hanno riassunto due anni e mezzo di amministrazione Poggi. «Che di fatto non governa-incalza Gianluca Ratto, coordinatore cittadino di Fi-Il controllo è nelle mani degli alleati diessini che in pieno consiglio comunale si sono definiti con orgoglio comunisti». E mentre da Palazzo Bianco respingono le accuse bollandole come bassa strategia elettorale, Ratto fa una scrematura veloce della maggioranza, «parti politiche coalizzate non per governare, ma per vincere. Sono in malafede a promettere cose che non faranno mai».
Ratto ed Emanuele Rustichelli ci vanno giù duro, mentre sul manifesto campeggiano gli interrogativi «dove» e «quando» relativi alle grandi opere che la città aspetta. «Chiavari è sporca e meno sicura - insiste il coordinatore - Piazza Roma è diventata cosmopolita, presidiata da clandestini che costringono vecchi e bambini a spostarsi in altre zone». Anche Emilio Cervini, consigliere comunale Fi- non fa sconti: «Ci sentiamo traditi. Che fine hanno fatto trasparenza e partecipazione promesse da questa coalizione? L'opposizione è trattata in modo lesivo e arrogante. Le commissioni consiliari si stanno diradando. C'è un cattivo rapporto con la società civile, lo dimostra il piano del traffico».
Cervini chiede lumi sul bilancio partecipato, «mai come adesso necessario» e fa notare l'insolito fiorire dei comitati cittadini. «E poi la grande bugia: Chiavari comune capofila del Tigullio? Ma dove? Certo, fanno tante riunioni con i sindaci vicini, ma ad esempio per la guerra dell'acqua capofila è stata Lavagna». Senza contare i tre grandi progetti: campus scolastico, prolungamento di viale Kasman e problema ambientale. «Sul polo scolastico sono già pronti i finanziamenti, ma Provincia e Comune hanno vedute diverse sul sito. Il discorso viale Kasman, casello di Lavagna e nuovo ponte (progetto preliminare datato 2002 già approdato a Palazzo Spinola) ci vede d'accordo, ma non è pensabile scaricare il traffico nell'imbuto di via Parma». Resta il fattore ambiente: «Si fanno belli con le certificazioni, intanto l'area di colmata è messa sotto sequestro dalla magistratura. E il nuovo tribunale? C'è una denuncia del dirigente dell'ufficio ambiente che contesta gli interventi fatti nell'area Italgas, destinata ad accogliere il nuovo palazzo di giustizia. La Provincia ha ricevuto la segnalazione e dovrebbe intervenire». A rimarcare la faccenda c'è anche Lorenzo Zito, vice presidente di Fi in Provincia: «Il problema è che manca il collegamento fra gli enti. E non c'è perché non sono d'accordo su nulla. Di Italgas ne parleremo quanto prima. Del polo scolastico non si sa nulla. Una bella idea tramontata. E poi c'è una forte e schiacciante minoranza di Rifondazione Comunista che li tiene in ostaggio. Resta valida la battuta di Eastwood: sono solo chiacchiere e distintivo».