Le bugie dei piloti pur di atterrare a Linate

«Lo facciamo per comodità, lì abbiamo l’albergo»

Claudio De Carli

da Milano

«Ho una piccolissima avaria idraulica. Ma ormai sono qui...». È la sintesi estrema della comunicazione che avviene fra pilota dell’Md80 dell’Alitalia Express e la torre di Linate venerdì 26 agosto poco dopo le 21.
L’aereo è in fase di atterraggio, il problema idraulico a cui si riferisce il pilota è in realtà un problema relativo ai carrelli. Uno dei due portelloni dopo l’uscita del carrello dovrebbe richiudersi ma questo non è successo ed è rimasto aperto, è quello più grosso che sovrasta in altezza le gomme, quindi se non rientra l’aereo tocca la pista atterrando sull’alluminio. All’Md80 venerdì sera è stata data priorità di atterraggio su tutti gli altri voli, ma il traffico nell’aeroporto non si è fermato come quando si richiede un’emergenza. L’aereo è sceso grattugiando il portellone e sprigionando una spettacolare scia di scintille lungo tutta la pista, a bordo qualche urlo perché il rumore è impressionante, ma tutto si è concluso senza feriti. Se il pilota avesse dichiarato un problema al carrello avrebbe corso il rischio di essere dirottato a Malpensa dotato di due piste, quindi in caso di incidente non avrebbe completamente bloccato il traffico aereo nell’hub. Solo se avesse chiesto emergenza avrebbe ottenuto il permesso di atterrare a Linate. Una restrizione che ora Enav vuole eliminare o almeno modificare. Nell’aeroporto di Linate se un pilota dichiara problemi al carrello, di qualunque tipo, ma non chiede un atterraggio di emergenza rischia di vedersi dirottato. Il risultato è quanto è accaduto venerdì sera, un atterraggio non del tutto canonico con il pilota che non ha dichiarato esattamente tutto quanto ma ha comunque chiesto ai vigili del fuoco se potevano assisterlo lungo la pista. È una prassi comune, i controllori di volo di Linate ne sono a perfetta conoscenza. Ma perché i piloti vogliono atterrare a Linate e non Malpensa? La risposta è la più banale: per comodità, perché lì è fissato l’albergo, perchè lì verrà eseguita la manutenzione del mezzo, perchè è da lì che comunque devono ripartire.
Il carrello è uno dei problemi più comuni, può non uscire, oppure uscire senza estendersi completamente, non rientrare dopo il decollo. Possono esserci problemi allo sterzo o ai pneumatici, come nel caso di un altro volo proveniente da Francoforte che il 22 agosto attorno alle 20.30 ha chiesto alla torre un controllo visivo. Mentre si trovava in volo l’Embraer 170 ha ricevuto comunicazione dallo scalo tedesco da cui era decollato che erano state rinvenute tracce di pneumatico in pista. Dalla torre non sapevano chiarire se fossero dell’Alitalia Embraer 170 o di un Iberia decollato poco dopo. Un dubbio che non lascia tranquilli. Il comandante ha chiesto alla torre un controllo visivo sorvolandola a bassa quota, la torre gli ha solo potuto confermare che il carrello era uscito, non certo se aveva anche i pneumatici in ordine. L’Embraer 170 è atterrato senza chiedere emergenza e senza altre complicazioni, ma anche lui aveva chiesto ai vigili del fuoco di assisterlo. Nella caldissima estate dell’Aviazione civile, l’unica richiesta per un atterraggio di emergenza a Linate è stato chiesto da un Airbus 320 della Volare Web con 158 passeggeri a bordo. È decollato ed è rientrato immediatamente: il carrello era rimasto fuori.
Il comandante non era certo che gli sarebbe bastato il carburante per raggiungere Catania volando con un carrello che facendo attrito gli avrebbe fatto consumare molto di più: «Ho chiesto un atterraggio di emergenza - ha spiegato il comandante Marco Bailo - ma questo non significa che ci sia stato pericolo». Un eufemismo per evitare di chiarire che senza quella richiesta non l’avrebbero mai autorizzato a un atterraggio e ora Enav vuole mettere fine a questo teatrino.