Bugie e invenzioni: ecco il Burlando-show

da Genova

La patente non ce l’ha più: gliel’hanno ritirata - con tanto di multa - per aver imboccato una rampa dell’autostrada contromano (ma solo dopo che l’«infortunio» è uscito sui giornali). In compenso, al presidente della Regione Liguria Claudio Burlando, 53 anni, diessino, ingegnere elettronico ed ex ministro dei Trasporti, è rimasta la fantasia. Tanta. E non la risparmia. Ne inventa una al giorno, di storie edificanti, per giustificare quella sua visita tanto sfortunata di domenica 16 settembre, verso mezzogiorno, agli Erzelli, la collina del ponente genovese che dovrebbe ospitare la nuova «Cittadella della tecnologia». «Ci sono andato con una vecchia macchina che ho da anni» confessa subito. Poi si scopre che l’auto appartiene a un vecchio amico. «Ho ammesso subito le mie colpe - aggiunge -, agli agenti della stradale e subito dopo al questore, per chiedere una punizione esemplare, il massimo». Ma intanto il verbale rimane fermo sette giorni. In compenso, quando si scoprono i particolari della vicenda, si viene anche a sapere che Burlando ha esibito il tesserino da parlamentare. Spiegazione: «Non ho esibito niente, avevo lasciato a casa i documenti, e mi sono trovato in tasca il tesserino della Camera». Di cui però non fa più parte da due anni. Ancora: «Ero in missione istituzionale, agli Erzelli ho incontrato dei possibili investitori del settore high tech assieme al professor Carlo Castellano». Altra balla, che dura lo spazio di poche ore. La smentita arriva dallo stesso Castellano, promotore del progetto di insediamento agli Erzelli: «Io non c’ero, ma l’importante è che Burlando si dia da fare per convincere le aziende a investire qui». Ormai Burlando non si ferma più: martedì viene convocato il consiglio regionale per discutere la mozione di sfiducia presentata dall’opposizione di centrodestra. Ma lui chiede il congedo istituzionale, per recarsi a Roma, al mattino presto, «a parlare con Prodi di legge Finanziaria». Alle 11 e 15 i consiglieri votano il congedo, ma un’ora dopo il governatore è visto indugiare dentro una boutique, nel quartiere genovese di Albaro, intento a verificare la bontà di un capo d’abbigliamento griffato. Mentre Prodi è a New York, al palazzo dell’Onu. E questa volta, nemmeno il premier può coprirlo.