Bugie, invidie e tiro al Moratti

L’Inter è tornata a contare. Fa sorridere meno (per le sue disavventure) e invita alla gelosia. Difficile altrimenti spiegare l’ultimo concentrico tiro al bersaglio che sta convergendo contro i nerazzurri. Sì, quello scudetto preso a tavolino e cucito sulle maglie è indigesto a tanti. Da Roma non sono stati risparmiati schiaffoni. Cragnotti, nel libro delle sue memorie, ha svelato che Moratti lo chiamò alla vigilia di Lazio-Inter del 5 maggio 2002. «Mi disse che voleva acquistare Nesta. Risposi che avevo già un’offerta della Juve, gonfiandola un tantino. Lui non battè ciglio e confermò che ci saremmo visti dopo la partita per definire l’accordo. Poi Moratti non si fece più vivo». Certo, quella telefonata, proprio alla vigilia della partita, non è di bell’effetto. Peccato che Cragnotti abbia raccontato una bugia accertata. Sul resto non si sa. Con Moratti si vide, eccome, a Milano l’8 luglio 2002, proprio per discutere dell’acquisto di Nesta da parte dell’Inter. Storia finita sui giornali. Lui e il figlio incontrarono Moratti, Ghelfi e Oriali. L’affare non andò in porto perché Cragnotti voleva Zanetti più 30 milioni di euro. Moratti ne offrì 25 e un altro giocatore. Strano che Cragnotti non ricordi un incontro così significativo. Di certo ricorderà la trattativa che portò Nesta al Milan.
Invece Chiara Geronzi ha ricordato, in un’interrogatorio, che Mancini è stato azionista della Romafides, società da cui è nata la Gea. Ieri lo ha ripetuto Zeman. Vero, ma Franco Zavaglia, procuratore sotto inchiesta appunto per il caso Gea, ha ricordato che l’allenatore non c’era più quando è nata la Gea. Confermato dall’interessato. Dario Canovi ha ricordato che Geronzi è stato un grande protettore del tecnico, ma questo conta poco se Mancini non era più socio quando la Gea ha cambiato faccia e facce e, soprattutto, prima di arrivare sulla panchina di Moratti. Il tiro ai piccioni continua: ad Agricola un tifoso della Juve, con la collaborazione di tanti fans bianconeri, ha aperto un sito antiInter dedicato ai coinvolgimenti della società in vicende non strettamente calcistiche. Quasi dietro a tutti ci fosse un grande vecchio. O tanti inesauribili furbetti. O furbastri.