Bugie su Expo, Berlusconi zittisce Penati. La Moratti: anni di gran lavoro

Il premier: "Dice cose ingiustificate e contrarie al vero. Se c’è chi si è battuto per avere l’esposizione quella è la Moratti". Dopo le accuse al sindaco di aver provocato ritardi irreparabili, il
presidente della Provincia chiede un incontro con il Cavaliere

Per difendere lady Letizia Moratti, scende in campo il Cavaliere. Silvio Berlusconi non ha gradito le accuse che il presidente della Provincia ha lanciato due giorni fa contro il sindaco. Sul decreto Expo, ha inveito Filippo Penati, «si è perso tempo anche per colpa sua» e «se non sarà chiara la missione della Soge (la società che gestirà gli appalti per l’esposizione, ndr), che per ora sembra tesa solo a garantire interessi privati e imprenditoriali, la Provincia resterà fuori». Dichiarazioni che il premier, ieri, ha definito «assolutamente ingiustificate e contrarie al vero». «Se c’è qualcuno che si è battuto per avere l’Expo per Milano e per l’Italia e che si batte quotidianamente per organizzare al meglio la realizzazione di questo grande evento nel 2015 - assicura il presidente del Consiglio - è proprio il sindaco Moratti. Perciò invitiamo Penati a esprimere con maggiore obbiettività i suoi giudizi». E da Palazzo Isimbardi il presidente si affretta a scrivere una lettera a Berlusconi in cui modera i toni. Precisa che il ruolo primario svolto dal sindaco nella vittoria contro Smirne non è mai stato messo in discussione ma «dal primo aprile non c’è più stata una riunione a livello politico, è venuto a mancare il gioco di squadra tra istituzioni che aveva reso efficace la precedente fase di lavoro». Chiede quindi al premier un incontro sull’Expo, per il quale «la Provincia vorrebbe fare fino in fondo la propria parte». «Ringrazio il presidente Berlusconi», ha detto la Moratti. L’aspetto della governance, ha ribadito dal palco della Festa del Pdl, «è assolutamente secondario rispetto ai valori che stanno alla base del progetto», che vuole essere invece «strumento di politica internazionale e «di sviluppo del territorio». Ha ricordato il «lavoro faticosissimo degli ultimi due anni, in giro per oltre 150 Paesi del mondo», ripagato dalla vittoria di un evento che sarà anche l’occasione per colmare «lo straordinario gap negativo che avevamo sulle infrastrutture in Lombardia». Non si parla d’altro che della governance, puntualizza la Moratti. Ma l’attesa per il decreto dovrebbe essere ormai breve. «Non si è perso tempo - afferma il ministro alla Difesa Ignazio La Russa -, l’Expo non è fra due mesi, e non è un mese in più o in meno che conta, l’importante è partire bene. Il tempo peggiore si perde quando si parte con una gamba sola». Meglio, sottolinea anche il governatore Roberto Formigoni, che le difficoltà sulla società di gestione «si siano manifestate subito, piuttosto che inciampare in ostacoli dopo qualche anno. L’ipotesi di una governance che prevedesse un cda mi trovava isolato, oggi è larghissimamente condivisa e anche il governo l’ha sposata». Spetta a Berlusconi firmare il decreto sulla struttura di gestione, non deve più passare dal Consiglio dei ministri, e nei giorni scorsi il premier ha assicurato che ormai è questione di giorni. Se commissario straordinario sarà senza dubbio la Moratti, lo schema della Soge - salvo sorprese - prevede il controllo del Tesoro al 40% e la partecipazione di Comune, Provincia, Regione e Camera di commercio. Nel cda siederanno 5 membri e amministratore delegato sarà il «fedelissimo» della Moratti, Paolo Glisenti. Diana Bracco e Lucio Stanca sono in pole position per la presidenza di garanzia.