«Bugie sul decreto, Gelmini siamo con te» Gli studenti di Fi presidiano la Statale

I collettivi di sinistra hanno bombolette spray di mille colori, striscioni di ogni tipo e una vasta gamma di megafoni. Quelli di Forza Italia no. Hanno un megafono, che si palleggiano tra più atenei, uno striscione, semplicissimo, e - questo sì - un bel gazebo bianco. Non sono abituati a scendere in piazza, fanno parte della maggioranza silenziosa che non manifesta, che non urla in coro. Ma stavolta non possono proprio tacere. Per settimane hanno ascoltato «le bugie» e la propaganda anti Gelmini portata nelle strade dai compagni di sinistra. Ora vogliono dire la loro.
Ieri mattina sui muri della Statale hanno appeso il loro striscione: «Forza Gelmini, gli studenti sono con te». Per dire che gli studenti non sono solo quelli che la accusano di distruggere l’università, ma anche quelli che la appoggiano nella riforma.
«Diciamo basta - spiega il coordinatore Pietro Tatarella - al regime di pensiero unico che la sinistra ha imposto in Statale. Rivendichiamo la libertà per tutti gli studenti di vivere l’università senza dover subire violente occupazioni, aggressioni e minacce». Il loro «basta alle bugie sul decreto» non si traduce né in un blocco del traffico, né in un tentativo di paralisi delle lezioni. Si limita a un volantinaggio di qualche ora, nella ricerca del confronto con qualche compagno dei collettivi studenteschi. «Per la prima volta - aggiunge Pietro - si riforma il sistema intorno allo studente».
Non tutti in Statale apprezzano l’iniziativa degli Azzurri e qualcuno cerca di staccare lo striscione pro Gelmini. Pazienza, il messaggio è passato lo stesso. «È assurdo - sostengono - che le matricole protestino contro il ritorno al maestro unico. E poi tanti sostengono che tutte le università verranno trasformate in fondazioni. Forse dovrebbero leggere bene il decreto».
Assieme agli studenti di Fi, c’è anche Max Bruschi, il consigliere della Provincia di Milano che ha lanciato l’iniziativa della petizione di firme a favore del maestro unico e che tifa per la riforma della scuola e dell’università. «Vogliamo più meritocrazia - sostiene Bruschi - per spendere meglio i soldi. Basta con lo scandalo baronale delle caste dei docenti, basta con i corsi finanziati ma frequentati solo da dieci studenti».
Il problema più grosso da correggere è, secondo Forza Italia, «l’uso improprio che molti rettori hanno fatto dell’autonomia universitaria, utilizzata per creare clientele. La Gelmini ha colpito nel segno».