Bugie sulla riforma, «Pinocchio d’oro» al Prof

I Riformatori liberali consegnano a Palazzo Chigi il premio. Al secondo posto Fassino, terzo Rutelli

Anna Maria Greco

da Roma

Visto che i vincitori erano riuniti in Consiglio dei ministri, i premi sono stati consegnati alla portineria di palazzo Chigi. Destinatari: per il Pinocchio d’Oro Romano Prodi, per il Pinocchio d’argento Piero Fassino, per il Pinocchio di bronzo Francesco Rutelli.
I riconoscimenti ideati dai Riformatori Liberali per le bugie più macroscopiche sulla riforma costituzionale sono stati attribuiti ieri mattina in piazza Montecitorio, da una delegazione del «Comitato per il Sì della libertà», composto da Benedetto Della Vedova, Marco Taradash, Maurizio Gasparri e Peppino Calderisi.
Al quarto e quinto classificato, rispettivamente Giovanni Sartori e Franco Bassanini, è andato Pinocchietto di legno. Ma all’ex presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro è stato attribuito il Pinocchio emerito di diritto e a vita. Il tutto è stata l’occasione, alla vigilia del voto di domenica, di una manifestazione dal palazzo della Camera a quello del governo, per protestare contro la disinformazione che secondo gli organizzatori ha caratterizzato questa campagna prereferendaria. Sui cartelloni erano trascritte alcune delle bugie dei Pinocchi del centrosinistra e sfilavano anche pupazzi di vario colore e grandezza.
«Prodi ha mentito - dice Benedetto Della Vedova, deputato di Fi e portavoce dei Riformatori liberali - dicendo che la sinistra aveva proposto di diminuire il numero dei parlamentari e che quindi la Riforma della Cdl li aumenterà. Fassino ha detto che solo se vince il No si potrà votare una vera riforma: falso. Rutelli mente sul servizio sanitario, per Sartori il bicameralismo perfetto l’avrebbe già migliorato il centrosinistra!, Bassanini dice che tutti i costituzionalisti sono con lui quando si tratta solo di una manciata». E Scalfaro? Calderisi spiega che ha vinto il suo Pinocchio per le bugie pro-ribaltoni e pro-conservazione «Costituzione mummia». Ma per Della Vedova, a lui doveva andare il «premio Vanna Marchi», invece dello «Strega» alla Costituzione» che gli è appena stato attribuito davanti alle telecamere in un mega-spot per il No. Il senso dell’iniziativa è quello di «vivacizzare» l’ultimo giorno della campagna referendaria, aggiunge Gasparri, dimostrando che sono state dette delle menzogne su punti specifici. «Prodi dice che con questa riforma aumenta il numero dei parlamentari: sono bugie talmente grosse che meritavano un gesto di scherno goliardico».