Bugo, l’erede di Gaetano tra leggera e hip hop

Cristian Bugatti suona al Circolo Magnolia: in repertorio anche i brani del suo ultimo lavoro

Emerso qualche anno fa dall’underground tricolore forte della bizzarra etichetta di Beck delle risaie (chiaro il riferimento all’irriverente rocker californiano...), Bugo, all’anagrafe Cristian Bugatti, novarese da San Martino di Trecate, 32 anni, è cantautore-rocker assolutamente fuori dagli schemi. A suo modo unico per il nostro, asfittico, panorama rock. Indipendente e non solo.
Tuttavia, l’eccentrico ragazzo, questa sera in concerto al Circolo Magnolia di via circonvallazione Idroscalo 41 (ore 22, ingresso 5 euro), rifugge di buon grado dai luoghi comuni che lo inchiodano al muro come artista «demenziale», «scanzonato» o, più semplicemente, «divertente». Anche se ironico al limite dell’autolesionismo, lo spilungone piemontese (ma da tempo ha installato il proprio quartier generale a Milano), sente di essere stato frainteso, sottovalutato, etichettato.
A questo proposito, nonostante il contratto firmato con una major come la Universal, Bugo, per alcuni l’erede di Rino Gaetano, dimostra di non essersi svenduto, bensì di essere rimasto fedele alla sua idea di musica: visionaria, obliqua, surreale. Musica che esprime un amore viscerale per i suoni rock (ma anche per il blues delle radici) e un odio a pelle per le canzoni col finale già scritto e scontato.
La sua ultima (e più recente) fatica discografica, la sesta, s’intitola Sguardo contemporaneo e rappresenta - a detta della critica specializzata - «uno sfogo naif e molto personale di un’inquietudine di fondo di un artista talmente vero da farsi portatore di un candore dimenticato». Un lavoro maturo, dove le due anime del cantautore (quella ironica, elettrica e rockettara e quella crepuscolare, intimista e acustica) riescono a convivere in (quasi) perfetto equilibrio. Anime contrapposte che due anni fa lo stesso Cristian Bugatti aveva diviso nei due volumi del doppio cd Golia e Melchiorre.
«La novità di questo disco? Innanzitutto, la produzione di Giorgio Canali (il chitarrista di Csi/PGR, ndr). È che stavolta suona un gruppo vero e proprio. In precedenza facevo tutto io da solo...", puntualizza il diretto interessato. «Per il resto, vado avanti per la mia strada, seguendo il mio stile. Uno stile che è figlio di due influenze combinate: da una parte, l’hip hop e il rock anglosassone; dall’altra, la canzone italiana. Non puoi fare a meno di una cosa quando ci vivi dentro tutti i giorni. E la musica leggera è inevitabile, se stai in Italia».