Al buio anche le lezioni per i manager

(...) come eccezionale opportunità non solo per capire come può vivere una persona non vedente, ma anche per le persone «normali» che nel buio, facendo a meno della vista ma sfruttando al massimo gli altri sensi, possono addestrarsi per acquisire importanti capacità relazionali. E ieri sera è stata inaugurata l’ultima opportunità: una piano bar al buio che per tutto il mese di luglio sarà aperto per i milanesi nei giardini dell’Istituto dei ciechi di via Vivaio. Racconta con orgoglio Rodolfo Masto, commissario dell’Istituto dei ciechi: «La mostra Dialogo nel buio, ormai al suo terzo anno di attività, ha promosso attività che per l’importanza del messaggio sociale e culturale hanno avuto un grande successo di pubblico. Le molteplici iniziative sorte nel tempo hanno consentito agli oltre 140mila visitatori di vivere diverse esperienze nel buio a contatto con persone non vedenti. Alle sensazioni uniche provate nel viaggio, all’interno della mostra, il pubblico, sempre aiutato da guide non vedenti, ha potuto vivere nuove emozioni partecipando a Cafénoir, la Cena al Buio, l’Arte del Tatto: è possibile passare, cioè, dalla curiosità di avventurarsi in un parco o in una città con in mano il bastone bianco, al piacere di avviare conversazioni conviviali al buio ascoltando note di piano bar, dai brividi provocati dalla brezza marina alla degustazione di un cocktail nell’oscurità di Cafénoir».
Ma da alcuni mesi in questo quadro si è sviluppata anche una importante attività di formazione riservata ai manager di grande aziende anche a livello internazionale. A coordinare questa attività un non vedente, Franco Lisi: «Nei nostri seminari - spiega - le imprese possono seguire lezioni teorico-pratiche su tematiche di stretta attualità e criticità nel mercato del lavoro». Un intervento che mette a frutto i risultati della ricerca che da anni si sviluppa in questa struttura. «La tradizione formativa dell’Istituto dei Ciechi di Milano, Dialogo nel Buio e la professionalità dei non vedenti esperti – continua Lisi - costituiscono un’ottima miscela per mettere a punto percorsi e progetti formativi innovativi, efficaci e vincenti. I campi di applicazione variano dall’autocontrollo delle proprie emozioni (conoscerle e riconoscerle) alla scoperta delle proprie potenzialità (consapevolezza di sé e autostima), dalla ricerca della natura del pregiudizio al riconoscere l’altro come portatore di valori, dal saper lavorare in squadra al guidare un gruppo, dal conoscere i propri sentimenti e sviluppare la capacità di entrare in empatia con l’altro all’importanza dell’ascolto autentico.