Bulleri riaccende l’Armani

Milano, superata la Virtus, torna in corsa per il secondo posto alle spalle di Siena

Milano e le grandi metamorfosi nella casa di Assago. Vince di 12 fra trombette e fischietti demenziali, facendo centro anche nel doppio confronto dopo aver perso di 10 all'andata. La Virtus Bologna e i suoi peccati, una salute fisica che non si vede.
Non gioca bene l'Olimpia, ma la Vidi Vici fa sicuramente peggio, soprattutto quando scopre troppa gente con il piumino, dall'irritante Drejer al celebrato Best; dal Di Bella in ritardo al Giovannoni che, dopo essere diventato quasi un giocatore, smarrisce il tiro (4 su 11); da un opaco Blizzard alla farfalla Grant; dal ciondolante Crosariol al confuso Michelori, non trovando nel finale un Ilievski (16 punti, 4 palle perse) nervoso e tartassato e il Vukcevic (17 punti) azzoppato da una ginocchiata in una sfida senza scintille, piena di fumo dentro il quale si sono persi gli arbitri.
Sul ponticello dei guai di squadre che dovrebbero essere almeno cattive, per tenersi un secondo posto pregiato, il giapponese Massimo Bulleri (19 punti 4 su 6 al tiro), dopo il lavoro certosino di Garris (18 punti), trova le rotaie per spingere il treno dell'Armani che si è messo a correre quando Watson (16 rimbalzi) ha messo il carbone nella caldaia di Nate Green (15).
Ci volevano tre ex giocatori della Fortitudo, gente che sente il profumo del derby, per sistemare una partita stranamente senza luce, anche se in palio c'era tanto, ad esempio un posto dietro Siena che certo se queste sono le seconde potrebbe anche andare in vacanza fino ai play off.
La Virtus reagisce al -11 del primo quarto chiudendo sul 26-20, si tiene in contatto per altri 20 minuti (44-43 alla pausa), avanti due volte di 3 nel terzo tempo, facendosi poi bucare da Bulleri che non trova ostacoli quando affronta Di Bella o Best e aiuti di contrasto quando arriva al canestro per un 8-0 che chiude sul 64-59 il penultimo tempo. Bologna ancora lucida per 4 minutini, ma qui arriva l'11-0 decisivo, lo scarto che vale il doppio confronto, Milano facendosi aiutare oltre che da Garris, Bulleri, Watson e Green anche dal Calabria che gira spesso a vuoto.
Per Milano, che nella prossima contro Treviso al Palaverde dovrebbe ritrovare Blair, il più sembra fatto. Per la Virtus, che aspetta l'ultimo rinforzo forse dall'Australia, la necessità di riflettere su tante cose perché ci piaceva di più la Vidi Vici senza presunzione che puntava molto sulla difesa piuttosto di questa dove tutti regalano qualcosa (ieri 19 palle perse, tre più della grande peccatrice Armani), sacrificandosi poco quando diventa necessario aiutare un compagno, anche se guardando bene in faccia certi giocatori bisogna sempre dire che ha fatto davvero tanto nel suo viaggio sempre ai vertici della classifica con una finale europea da giocare, una coppa piccola, ma pur sempre l'unico traguardo continentale per il nostro basket impoverito. Non soltanto dalla mancanza di quattrini.