Bullismo, telecamere intelligenti sorvegliano 40 scuole a rischio

I dispositivi segnaleranno movimenti sospetti anche nelle piazze «calde»

Sessanta telecamere ipersofisticate di ultimissima generazione installate davanti alle scuole. Si parte con i plessi scolastici considerati più a rischio, ma presto l’intervento del Comune si estenderà anche agli altri edifici. Bullismo, rischio attentati, ma anche la semplice sicurezza stradale hanno spinto Palazzo Marino a varare un nuovo piano per la sicurezza. Che, ovviamente, riguarderà anche altre zone calde come la stazione Centrale, piazza Duomo, viale Abruzzi, Paolo Sarpi, il quartiere San Siro. E, a seguire, anche tutte le settantadue stazioni della metropolitana. «Milano - spiega il vicesindaco con delega alla Sicurezza Riccardo De Corato - con 600 telecamere è già la città più videosorvegliata d’Italia. Ma visto che abbiamo chiesto senza nessuna risposta al governo Prodi altri 500 uomini per le forze dell’ordine, siamo costretti a fare da soli con tecnologie sempre più sofisticate. Probabilmente le prime in Europa. Possiamo dire che presto la città non sarà sorvegliata solo dagli occhi elettronici, ma anche dalle orecchie».
Protagoniste della rivoluzione tecnologica saranno infatti le telecamere warning in grado di ruotare per coprire l’intera zona loro assegnata e dotate di microfoni direzionali e fasci di luce. In un primo modello, detto «urla e sparo», facevano scattare l’allarme in caso di colpi di pistola o grida. Ora, invece, sono in grado anche di segnalare la presenza di un pacco abbandonato, di rilevare il calore corporeo di una persona entrata in zona proibita o l’arrivo di un’auto troppo veloce nei pressi di un attraversamento pedonale. In tutti i casi l’allarme scatta in tempo reale presso la centrale operativa della polizia municipale in piazza Beccaria che può inviare sul posto agenti e segnalare immediatamente l’emergenza anche a polizia e carabinieri. Nulla a che vedere con la passata videosorveglianza la cui utilità era solo quella, a emergenza ormai passata, di poter visionare il filmato dell’episodio.
Il piano, spiega De Corato che l’ha presentato a New York durante il forum «Governare una città diversa in una città democratica», è già partito. Due le telecamere Sony warning, dal costo di 2mila euro ciascuna, già in funzione. La prima ruota già da qualche tempo in piazza Duomo di fonte al posteggio dei taxi, l’altra in stazione Centrale sorveglia la zona dei bus in partenza per Malpensa. A giorni Palazzo Marino partirà con l’installazione delle altre 150 che sorveglieranno via Paolo Sarpi e Chinatown, viale Abruzzi, piazze a rischio come Corvetto, Lodi e Lotto, ma anche il quartiere di San Siro e ovviamente la Scala e il Duomo. Oltre ovviamente, alle quaranta scuole già dalle prossime settimane sotto sorveglianza.
Partirà contemporaneamente anche l’operazione metropolitana sicura. Oggi la sorveglianza è affidata a 600 telecamere principalmente in bianco e nero. Presto ne arriveranno ben 2.300 (livello di allarme safety, leggermente inferiore) che raggiungeranno ogni angolo delle 72 fermate. Con l’eccezione di quelle considerate più a rischio (Centrale, Duomo, Cadorna), dove gli apparecchi saranno ancora quelli sofisticatissimi tarati sul livello security.