Buon capodanno con Kurt Masur e la voce di Fiorenza Cedolins

Alle 12.30 domenica il concerto in diretta dalla Fenice. Arie italiane e un po’ di Mozart

Pietro Acquafredda

da Venezia

Il Concerto di Capodanno dalla Fenice che, all'indomani della riapertura del teatro veneziano, sembrò un evento irripetibile, nato da una felice intuizione del direttore di Raiuno, è diventato un appuntamento musical-televisivo atteso in Italia ed imitato nel mondo. Altre grandi capitali della musica: Parigi, New York, San Pietroburgo hanno voluto il loro Concerto di Capodanno. «Le competizioni a suon di musica, come fra Vienna e Venezia, sono benvenute - ha detto il sovrintendente Vianello, presentando il Concerto di Capodanno dalla Fenice -; nei due anni precedenti l'audience ha premiato il concerto veneziano con quattro milioni e mezzo di telespettatori».
In considerazione dei tagli al Fus, gli artisti che partecipano al Concerto, hanno rinunciato ai loro cachet: solisti di gran nome come Fiorenza Cedolins e Roberto Scandiuzzi, ed il più giovane Joseph Calleja, tenore maltese, di padre spagnolo e madre siciliana, in grande ascesa. Dopo Maazel e Pretre, sul podio quest'anno Kurt Masur che ha ricordato di essere venuto per la prima volta a Venezia nel 1967 e che è «lieto di tornare a Venezia nella Fenice ricostruita, bella come prima».
Il Concerto di Capodanno quest'anno si espande: tre le repliche. Stasera alle 21, domani alle 18 e il primo gennaio in diretta televisiva su Raiuno dalle ore 12.30, subito dopo la benedizione papale da San Pietro, e si presenta con il suo solito programma di bonbon musicali italiani: brevi brani vocali o strumentali (sinfonie d'opera, arie, duetti, cori) di grandissimi musicisti italiani (Verdi, Donizetti, Bellini, Puccini) con una sola intrusione: Mozart, per aprire l'anno delle celebrazioni, in occasione del duecentocinquantesimo anniversario della nascita del grande musicista (Salisburgo, 27 gennaio 1756). Di Mozart, al centro del programma, la sinfonia dalle Nozze di Figaro ed il duetto Là ci darem la mano dal Don Giovanni (Cedolins-Scandiuzzi). La Cedolins non ha mai cantato questo bellissimo duetto, né interpretato Zerlina, ma s'è convinta a farlo quando ha saputo che anche la grande Maria Malibran, assai simile nel registro vocale al suo, amava Zerlina. La Cedolins canterà anche Vissi d'arte e il brindisi della Traviata.
Al tenore Calleja, invece, il compito di dar voce all'appassionata Che gelida manina e di interpretare Una furtiva lacrima, aria simbolo del melodramma, dall'Elisir d'amore di Donizetti. Come tutti gli anni, il concerto si conclude con il Va’ pensiero dal Nabucco e il brindisi della Traviata. Per il solo pubblico televisivo, interventi dei ballerini Eleonora Abbagnato (étoile dell'Opéra di Parigi) e Roberto Bolle. Il Concerto viene trasmesso in diretta anche in Francia e Germania.