Il buon cibo non basta più il cuoco diventa showman

Dal Teatro7 al Paradosso, ora i locali, per sfondare, devono anche essere gallerie e luoghi di divertimento e tendenze fusion

A Milano il piacere ghiotto in sé per sé si sta defilando a favore di quello sinestesico: sembra che la gioia del gusto per quel che si trova nel piatto non possa dirsi tale se non è associata ai piaceri della vista, dell'udito, dell'odorato, del tatto. E quindi via con design avveniristici, installazioni, sculture o monoliti, quadri e fotografie d'autore, riproduzioni di microcosmi lontani, essenze profumate ricreate ad hoc, percorsi gustativo-tattili, giardini esotici, sonorità inaudite in sottofondo. Il cibo, insomma, è sempre più il pretesto per un'esaltante esperienza artistica polisensoriale.
Il trend è seguito da tutti i ristoranti, locali notturni, cocktail bar e luoghi gastronomici di nuova concezione. Come il Cucchiaio del Legno, bottega di cose buone che ha appena tirato su la saracinesca in via Ponte Vetero 13, che punta in egual modo su «sapori e saperi». O il ristorante Paradosso, la nuova scommessa sotterranea (eppure, grazie a una cupola che dà sull'esterno, illuminata naturalmente) dello chef Danilo Angè, lanciata in via Santa Maria Segreta. Ed è su elementi extra-gastronomici e d'arredo che fondano la propria ragion d'essere ristoranti di showcooking, ovvero attrezzati con cucina a vista affacciata sulla clientela, come il Teatro 7 di via Civerchio, in zona Isola, o il Gattò di via Castel Morrone, solo per citarne due.
Una bella occasione per trovare riuniti sotto lo stesso tetto otto tra le più interessanti insegne di locali o ristoranti che credono senza esitazione nell’«arte da mangiare», è stato un paio di settimane fa al T35 di via Tortona 35, teatro della terza edizione dell’Original 2night Design Award, uno dei numerosi eventi del Fuorisalone del Salone del Mobile, dove una giuria qualificata ha eletto come migliore design bar il Noon (che ha battuto Ami Bar, Connie Douglas, Eda, Finger's, Inn Villà, Nectar e Zero), locali e ristoranti che, assieme al nuovo Bistrot Bovisa della Triennale, meritano tutti almeno una visita. Per assaporare valido cibo ma, soprattutto, esperienze inedite.