«Un buon investimento? Il Piccolo in tournée»

Nastasi (Beni Culturali): negli Usa tutto esaurito per l’Arlecchino con Soleri e richieste di replica

«Sì, ci sono esempi positivi in cui il finanziamento pubblico ha un ritorno positivo. Penso alla tournée americana del Piccolo Teatro». Salvo Nastasi, direttore generale dello Spettacolo dal vivo del ministero per i Beni culturali, è abituato a fare i conti in tasca allo spettacolo e (per fortuna) ci sono casi in cui i conti tornano e i finanziamenti pubblici si rivelano veri e propri investimenti. È accaduto e sta ancora accadendo con la tournée americana di Arlecchino servitore di due padroni, la commedia di Carlo Goldoni riveduta e corretta da Giorgio Strehler e interpretata da Ferruccio Soleri, l’attore che ormai è Arlecchino per antonomasia. «Lo spettacolo ha fatto il tutto esaurito negli Stati Uniti e ci hanno già chiesto date supplementari persino nelle città in cui Arlecchino non è ancora stato rappresentato» racconta soddisfatto Nastasi.
Dopo il grande successo del debutto a New York nel luglio scorso, dove la recita al Lincoln Center Festival si è conclusa con applausi a scena aperta e una standing ovation finale per Soleri, lo spettacolo è andato in scena a Colorado Springs per tre recite. E tra pochi giorni giorni, Arlecchino sarà in California con ulteriori tappe in diverse città: Los Angeles (20-23 ottobre), San Francisco (26-30 ottobre) Ann Arbor, nel Michigan (3-6 novembre), Minneapolis (9-20 novembre) fino a Chicago, dove la tournée chiuderà con una settimana di repliche (22-27 novembre) allo Shakespeare Theatre. E una tournée di otto settimane per uno spettacolo in lingua straniera (per di più in dialetto) è un unicum per le abitudini americane.