La buona azione di Burlando che viola la legge sulle case

Il governatore sospende lo sfratto alla famiglia disperata mentre la Vincenzi fa un palazzo agli zingari

(...) Quei soldi servono per mangiare e pagare le spese che sono tante, troppe. Per l’affitto non avanza niente. Eppure dall’Arte, l’azienda regionale pubblica che gestisce le case popolari, è arrivata la lettera di sfratto. Una storia che ha conquistato le pagine di tutti i giornali e ha scatenato una gara di solidarietà tra i cittadini dopo che il difensore civico Pietro Gambolato l’ha denunciata pubblicamente.
L’assessore comunale alle politiche abitative, Bruno Pastorino, Rifondazione Comunista, spiega che non ci può fare niente perché così è la legge. La sua collega ai servizi sociali, Roberta Papi, neppure sapeva della situazione. Tante braccia larghe, nulla da fare. Fino a ieri neppure Claudio Burlando sapeva di questa situazione, e forse neppure doveva saperla. Ma ieri ha letto il giornale, tutti i giornali, e ha deciso di reagire. «Non conosco il caso - premette subito - Mi fido di quello che ha detto il difensore civico, ma di fronte a questa situazione non possiamo restare fermi alla legge. Blocchiamo lo sfratto». Si rende conto che c’è da capire come fare. Se si può fare. Ma mette davanti a tutto la soluzione dell’emergenza. «Sembrerebbe una cosa che si può fare anche nel rispetto della legge regionale che regola queste situazioni - sottolinea - Una legge che peraltro è del 2004 ma che non voglio strumentalizzare in quanto fatta dalla giunta Biasotti, perché la norma era mirata a evitare la morosità. Qui però siamo di fronte a un caso limite. Abbiamo avuto uno scambio di opinioni con Roberta Papi e fermeremo lo sfratto. Se poi dal punto di vista strettamente giuridico violeremo la legge, pazienza, qualcuno capirà».
Burlando non si nasconde i rischi di questa decisione. Soprattutto quello di creare un precedente. Ma frena immediatamente: «Non è un precedente, è una situazione limite, unica - ribadisce - E poi vedremo per quanto tempo sospendere lo sfratto, per trovare un’altra soluzione senza dividere il nucleo familiare. In questi anni abbiamo fatto molto per le politiche abitative, abbiamo investito 100 milioni in varie attività usando fondi statali, europei, regionali. Ma questo caso esula da tutti gli altri. Parlerò con il prefetto per farmi consigliare come fare, sentiremo Arte e Comune, ma l’importante è dare una risposta a questa famiglia».
Una risposta che comunque merita approvazione. Magari è anche una risposta che è il primo segnale che un’amministrazione di centro sinistra dà dopo la «lezione» che la gente ha voluto dare con le elezioni. E non è un caso se la dà Claudio Burlando, e non Marta Vincenzi, la cui giunta continua ad andare avanti per annunci e progetti. L’ultimo, quello cui sta lavorando adesso con tanto zelo, riguarda un intero palazzo da mettere a posto per ospitare gli zingari. Giusto per dimostrare di avere capito cosa vuole la gente. Il Giornale non lo dirà spesso, ma stavolta, bravo Burlando.