«Buona idea, ma sarà difficile condannare»

Il legale è scettico sull’applicazione delle misure: «Complicato fornire prove concrete in aula»

da Milano

Perplesso. Anzi, scettico: «Non funzionerà». Franco Coppi, principe del foro, ma anche penalista concreto, va subito al sodo: «La proposta del governo per arginare la prostituzione è piena di buone intenzioni, ma in aula sarà dura, durissima».
Scusi, il governo fa il suo mestiere e colpisce chi esercita in strada. Cosa è che non la convince?
«È proprio questo il punto: come si fa a dimostrare che una bella signora è stata sorpresa mentre esercitava il mestiere più antico del mondo?».
Si faccia un giro a Roma sulla Salaria o sui viali di Milano. Vedrà centinaia di lucciole. Crede ci possano essere dubbi sulla loro specializzazione?
«Certo, sono svestite e hanno atteggiamenti provocanti, ma al processo lei deve avere le prove dell’attività, non il contorno, l’attesa o altro ancora».
Ma che intende per prove?
«Insomma, o lei trova la prostituta che sta consumando un rapporto col cliente o capta la conversazione con cui si sta contrattando il prezzo della prestazione, oppure temo che i giudici emetteranno una sfilza di assoluzioni».
Non le pare di esagerare?
«No, sono abituato a valutare le prove in aula. E poi: quanti carabinieri e poliziotti dovremo impiegare per tentare di fermare le prostitute? Certo, qualche risultato potrebbe arrivare indirettamente».
Indirettamente?
«Le signorine potrebbero decidere di semplificarsi la vita».
Dunque?
«Per evitare grane, potrebbero abbandonare la strada. Sarebbe un buon successo, ma non è detto che le cose vadano così».
Il governo cerca di bloccare anche l’affitto delle case a prezzi alti per la prostituzione. Questa norma che impatto avrà?
«Servirà a poco».
Perché?
«Per una questione pratica. Se un padrone di casa ha l’appartamento sfitto da un anno, si adatterà a cederlo ad un canone di mercato; alla fine chi vende il proprio corpo troverà i locali per lavorare».
Come intervenire contro il dilagare del fenomeno?
«Ci vuole coraggio. La prostituzione in sé non può essere punita. Invece, dobbiamo ridare spessore ai reati contro la pubblica decenza. Oggi, di fatto, dimenticati».