La buona occasione per non farsi sentire

(...) Benedetto XVI che forse neanche verrà a sapere del gruppetto di ragazzetti e professori reduci dal ’68 che si alterneranno in qualche piazza del ponente, ma proprio per le centinaia di migliaia di genovesi che questo giorno lo attendono con trepidazione. In segno di rispetto nei confronti di quasi una città intera, non sarebbe stato disprezzato se il sindaco Marta Vincenzi fosse intervenuta per chiedere ai centri sociali di non strumentalizzare un’occasione così importante. Forse è chiedere troppo a chi da presidente della Provincia, durante il G8, andava a presentare il proprio ossequioso benvenuto ai capi di Stato e poi scendeva in piazza a dimostrare contro gli stessi capi di Stato vicino a chi, da Genova, ha cercato di cacciarli.
Dopo i fischi a Bagnasco, il sit in anti Papa: chissà se quel pericolo alla «democrazia rappresentato dal relativismo culturale» come ha ricordato Gianfranco Fini nel suo discorso di insediamento alla presidenza della Camera e applaudito da tutti i deputati da destra a sinistra, non tenesse in considerazione anche l’intolleranza che si può leggere in certi atteggiamenti. Qual è l’ingerenza del capo di una comunità religiosa che esprime riflessioni sui valori che devono guidare la sua comunità? Perché ci si deve scandalizzare se i fedeli di quella comunità, nei loro ruoli (anche istituzionali) decidono di seguire quel pensiero? «Dio converta chi ha la mente e i cuori consumati dall’odio», parole di Benedetto XVI, pregando a Ground Zero.