Ma buona parte di An e l’Udc preparano le barricate in aula

Alla fine, probabilmente, il Prg avrà anche l’ok dell’aula di Giulio Cesare, ma il percorso si preannuncia tutt’altro che in discesa. Un primo monito giunge da cinque consiglieri comunali di An - Marco Visconti, Luca Gramazio, Dario Rossin, Alessandro Cochi ed Enrico Cavallari. «Crediamo che non sia più possibile tollerare che Veltroni utilizzi Roma come un palcoscenico. Se le sue dichiarazioni fossero state fatte da un altro sindaco - spiegano i cinque consiglieri - tutti avrebbero gridato allo scandalo. Approvare, infatti, il Prg di Roma in due giorni non è una cosa seria. Non crediamo all’opposizione becera ma non possiamo neanche più sopportare una maggioranza supina ai voleri del “padre-padrone” Veltroni. I romani si accorgeranno del modello Veltroni e di come ha ridotto Roma il giorno dopo le sue dimissioni. E gli amici consiglieri del XV e XVI Municipio non si preoccupino. Infatti, qualora la maggioranza tenterà di approvare il Prg in due soli giorni siamo pronti a presentare migliaia di emendamenti così come abbiamo fatto sulle Torri dell’Eur». Anche il capogruppo di An Marco Marsilio aveva risposto criticamente all’appello di Veltroni. «Sarebbe necessario garantire una discussione più seria e serena - aveva spiegato - e rinunciando a strumentalizzare l’approvazione del Prg per farne un momento di propaganda personale. Il prg si può anche discutere nei giorni immediatamente successivi, quando il consiglio comunale sarà in carica e le dimissioni del sindaco non saranno ancora efficaci». Fermamente contraria alle tappe forzate anche l’Udc capitolina: «Finalmente si capisce - spiega il capogruppo Dino Gasperini - che cosa teneva Veltroni attaccato alla poltrona. No al suo inaccettabile piano regolatore che il consiglio comunale dovrebbe approvare in due giorni, un metodo che sarebbe una vergogna nazionale. Daremo vita ad una battaglia durissima in aula contro un atto che non prevede nenache un metro quadro per l’edilizia residenziale pubblica. Alla faccia del senso delle istituzioni - continua Gasperini - noi consiglieri comunali ancora non abbiamo le carte uscite dalla conferenza di copianificazione regionale che sono appunto le modifiche al Prg, come dovremmo fare a votare?». Anche per Luciano Ciocchetti (Udc) è «inaccettabile che il Consiglio comunale si possa piegare alle logiche elettorali e propagandistiche di Veltroni nell’approvare il Prg in 2 giorni».L’ultima bastonata arriva dal portavoce capitolino della Destra Fabio Sabbatani Schiuma: «A oggi ho pronti 5.500 odg per dire no a un piano regolatore che è contro Roma. La Destra non intende condividere, anzi si opporrà strenuamente, un disegno che risponde unicamente alle esigenze dei poteri forti di questa città e fa carta straccia della tanto decantata partecipazione di comitati e cittadini, come denuncia anche Italia Nostra, oltre a decine di comitati stessi».