Buonanotte, Presidente

Ora però lasciate che i bambini vadano a lui, lasciate che carezzi loro i capelli, che parli loro nelle scuole, che ricordi l’importanza di questa data, e di quest’altra, e di quest’altra ancora, lasciate poi che tagli nastri, posi prime pietre, rompa bottiglie sulle falchette di prora, inauguri ospedali, visiti la provincia di Gorizia, presenzi alle parate, restituisca il saluto militare, guardi fieramente il picchetto, commemori l’anniversario, scopra monumenti, accorra sul luogo del disastro, abbracci la vedova, posi la mano sulla bara, faccia un pomposo e inappuntabile discorso, lo rifaccia anche peggiore a Capodanno, stringa la mano agli atleti, dia la medaglietta al cavaliere, abbia un proficuo scambio col proconsole cileno, alzi la manina per salutare, sorrida assieme alla moglie, applauda al concerto: lasciate che gli italiani vadano a lui. Perché è il nostro presidente, buongiorno presidente. Figurarsi se poi, a 81 anni, ha pure il tempo di ricordarsi che formalmente può sciogliere le Camere, sciogliere i consigli regionali, presiedere e indirizzare il Consiglio superiore della Magistratura, concedere la grazia, rimandare indietro le leggi, porre il veto sui ministri, convocare sedute parlamentari straordinarie, comandare effettivamente le Forze Armate e il Consiglio di Difesa, insomma fare politica, insomma fare quel che la Costituzione ha previsto, ma i Ds no.