Il «Buongiorno» si vede da Preminger

Prima che la sua vita finisse nel 2004 e quest’anno ispirasse il film Sagan di Diane Kurys, Françoise Sagan aveva scritto vari romanzi ai quali il cinema s’è ispirato. Bonjour tristesse, titolo che riprende un verso di Paul Eluard, è il primo e maggiore successo: nel 1958 diventa l’omonimo film di Otto Preminger (dvd Sony), con Jean Seberg, David Niven, Deborah Kerr, Mylène Demongeot e Walter Chiari; nel 1975 il film è stato rifatto - ma senza dirlo -, avendo per sfondo non più la Riviera francese ma la Costa Smeralda: è Peccati di gioventù, di Silvio Amadio (dvd Rarovideo): Gloria Guida ha il ruolo della Seberg, Silvano Tranquilli quelli di Niven, Dagmar Lassander quello della Kerr; resta l’attrazione latente dell’adolescente per il padre, ma si esplicita la seduzione per la donna che sta per sposarlo.
Meno di richiamo si dimostrarono gli altri film ispirati dagli altri romanzi della Sagan. Col tempo, i suoi personaggi disinibiti diventavano infatti comuni anche nella realtà e non c’era più bisogno di cercarli nella fantasia. Ma in Francia l’attenzione per la Sagan come soggettista restò tenace, originando Un certo sorriso di Jean Negulesco, con Christine Carère, Rossano Brazzi e Bradford Dillman (1958); Le piace Brahms? di Anatole Litvak (1961), con Ingrid Bergman, Yves Montand e Anthony Perkins; Il castello in Svezia di Roger Vadim (1963), con Monica Vitti, Jean-Claude Brialy, Jean-Louis Trintignant e Françoise Hardy; La chamade di Alain Cavalier (1969), con Catherine Deneuve e Michel Piccoli; Un po’ di sole nell’acqua gelida di Jacques Deray (1971), con Marc Porel, Claudine Auger, Barbara Bach, Bernard Fresson e Gérard Depardieu; e infine Il costo della vita di Philippe Le Guay (2003), con Vincent Lindon, Fabrice Luchini, Isild Le Besco e Claude Rich.