Buono scuola, aumentano i fondi

Nessun taglio alla scuola per l’anno scolastico 2010-2011, né per per le scuole statali né per le paritarie, ma l’allarme è alto per il prossimo passaggio. «A gennaio c’è già il rischio di tagli per l’anno 2011-2012» spiega l’assessore all’Istruzione, Gianni Rossoni, mentre il consiglio vota il bilancio della Regione. «Saremo costretti a ritoccare il buono per la parità scolastica, procederemo per fasce e lo toglieremo a quelle più alte» annuncia a malincuore l’assessore, fermo sostenitore della parità scolastica e della libertà di scelta per i genitori tra scuola privata e scuola statale.
Tra le difficoltà economiche del momento, comunque, la giunta ha confermato lo stanziamento 50 milioni di euro per il buono scuola, ovvero il contributo che possono richiedere le famiglie come aiuto per pagare la retta della scuola paritaria a cui desiderano mandare i propri figli. Anzi, considerato l’aumento crescente di studenti iscritti alle paritarie, il bonus è stato leggermente ritoccato verso l’alto, passando da 48 a 51 milioni.
Il leggero aumento ha però suscitato le polemiche di Sinistra ecologia e libertà, che propone uno smantellamento del buono scuola. «Chiediamo che questi 51 milioni siano distribuiti tra tutti gli studenti degli istituti secondari e non solo tra gli studenti delle scuole private» è la provocazione di Chiara Cremonesi. «In Lombardia abbiamo il più alto numero di iscritti alle scuole paritarie - replica Rossoni - e non è una scelta solo da ricchi, come sostengono alcuni. Al contrario, il 12 per cento di chi esercita questa scelta genitoriale ha un Ise inferiore ai 14mila euro. Questa è la prova che molti, pur di mandare i propri figli alla scuola paritaria, fanno grandi sacrifici».
Gli iscritti alle scuole paritarie in Lombardia sono 64811 (in base all’ultimo dato disponibile del 2009/2010), in costante aumento negli ultimi anni: nell’anno scolastico 2001/2002 erano poco più di 46mila. Al buono scuola al momento possono accedere (sia pur in misura inversamente proporzionale al reddito) famiglie con reddito fino a circa 120 milioni lordi.