Buontempo: «Sono già pronto a candidarmi anche da solo»

Teodoro Buontempo, Storace ha detto che con lei il centrodestra vincerebbe le Provinciali. «Enrico Gasbarra, come uscente, ha una forza elettorale sua e una lunga esperienza amministrativa in quanto è stato assessore al commercio e al personale del Campidoglio. Non è un bel faccino e basta. Contro di lui non si può pensare di vincere presentando un candidato, il segretario regionale dell’Udc Luciano Ciocchetti, che ha la stessa storia politica di Gasbarra».
Che proviene dalle fila dell’ex Dc, vuol dire? «Esatto. Si può battere solo con un candidato alternativo, che rappresenti altro: la città che non vota più, la città degli esclusi. Io nel ‘92 alle politiche sono stato il più votato nel Msi dopo Fini, nel ‘97 sono stato il primo degli eletti alle comunali fra tutti i partiti. La gente mi conosce bene e ha un grande affetto per me».
Quanti voti può prendere la Destra oggi a Roma?
«L’ultimo sondaggio ha stimato Buontempo da solo, come candidato della Destra, attorno al 14%, e Luciano Ciocchetti al 34%. Più o meno quest’ultimo sarebbe a livello di Gianni Alemanno alle comunali del 2006. Noi a Roma in due mesi abbiamo raccolto moltissime adesioni grazie al lavoro di Sabbatani Schiuma e di altri».
E in provincia?
«Nei piccoli comuni ho girato in lungo e largo, potrei raccogliere un grande successo, mentre altri dovrebbero impiegare molto tempo per farsi conoscere. Mi piacerebbe un sondaggio per vedere quanto prenderebbe Buontempo come candidato dell’intero centrodestra. Siamo una coalizione? E allora siamo tutti a pari dignità».
E l’ipotesi delle primarie?
«Certo, aperte ai cittadini, non solo agli iscritti. Io sono il candidato della società civile, altri sono candidati di partito, come lo è stato Alemanno nel 2006 per il Comune. Vediamo chi vince».
Ma, dica la verità, il centrodestra ce la può fare con queste polemiche e divisioni interne?
«La sinistra è in ginocchio, è chiaro a tutti. È incredibile che in queste condizioni il centrodestra anziché fare leva sulle comuni identità, si attardi su elementi di spaccatura e divisione. Io sono pronto a candidarmi da solo come Destra e poi costringere Gasbarra al ballottaggio».
Una formula a due punte?
«Esatto. A quel punto chi ha preso più voti viene sostenuto anche dall’altro. La partita si può giocare cosi. Ma bisogna vincere. Le provinciali aprono la grande stagione elettorale delle politiche, delle comunali e delle regionali. Non possiamo permetterci passi falsi».