Il Bureau con Stanca: "Expo non è in ritardo, leggi speciali inutili"

Il Bie promuove Milano: "Progetto eccellente". E apprezza le regole contro gli appalti truccati

È una promozione a pieni voti quella che il Bie, il Bureau international des expositions, dà all’Expo milanese. «Il progetto di Milano è eccezionale» decreta il segretario generale Vicente Gonzales Loscertales, mettendo così a tacere tutte le polemiche su un eventuale commissariamento e promuovendo l’ad Lucio Stanca e la sua squadra. Anche dalle illazioni sui presunti episodi di corruzione: «Mi sembra si tratti di lotte politiche basate più sul rumore che sui fatti» taglia corto Loscertales. E proprio sul tema appalti puliti, il sindaco Letizia Moratti precisa che Milano ha fatto anche più del dovuto, andando oltre le richieste del Bie. «La commissione richiesta nel gennaio scorso - spiega il sindaco - contiene due punti importantissimi: la verifica e la tracciabilità dei flussi finanziari, che danno garanzia sulla filiera delle risorse e, soprattutto, la creazione di una white list. Quindi le società che potranno vincere le gare si dovranno sottoporre a verifiche preventive. Nella commissione presieduta dal prefetto non è presente nessuno degli attori in campo ed è quindi una commissione superiore che dà tutte le garanzie per lavori nella massima trasparenza e nella legalità».
Scongiurato a priori il rischio di «inciuci» negli appalti, ora si procede. Il calendario dei lavori prevede tappe prefissate e non vede nessun ritardo. Gli organizzatori sono al lavoro per ultimare il piano da registrare al Bie entro il 30 aprile: un dossier di 300 pagine che affronta vari temi, dal piano finanziario alle strategie di comunicazione e marketing. Solo dopo il via libera al maxi documento, si potrà passare alla fase operativa, inclusa l’assegnazione degli appalti da diversi milioni di euro. «Ecco perché - puntualizza Stanca - non si vede nulla adesso. Non siamo in ritardo, stiamo seguendo un iter predefinito». Una bozza del piano sarà presentata, tra l’8 e il 12 marzo, al Consiglio dei ministri. Sembrano in dirittura d’arrivo anche le trattative sul terreno che ospiterà Expo e si propende sempre più verso l’ipotesi dell’acquisto. A preoccupare il segretario Bie c’è solo un aspetto: lo sviluppo dei temi Expo da parte dei padiglioni.
«È sicuramente la sfida più difficile - spiega, pensando agli Expo del passato -. È successo in altri casi che non tutti i padiglioni abbiano sviluppato il tema in maniera armonica. Lavoriamo tutti insieme perché questo a Milano non avvenga». Questione risolvibile. Sembra invece ormai archiviata la questione di una legge speciale per Expo. «Non è previsto nessun potere straordinario» conferma Stanca.
Gli unici poteri speciali in ballo sono quelli dati al sindaco Moratti. E saranno messe in campo tutte le misure legislative «per consentire il pieno svolgimento della manifestazione, tipo per l’immigrazione e il passaggio in dogana delle merci che arrivano dai paesi extra Ue».