Burlando agli alluvionati: «Continuate pure ad arrangiarvi»

Ad un mese dall’alluvione che ha distrutto mezza provincia spezzina, con tre frazioni praticamente ancora isolate e con decine di famiglie ancora fuori casa, la gente sente sempre più lontana la presenza, ed il sostegno, delle istituzioni. Chiusa la fase emergenziale, con i poteri passati alla Regione, ci si attendeva una spinta molto forte verso gli interventi di ripristino e recupero del territorio, invece non vi sono stati importanti sviluppi ed i sindaci non hanno trovato la tanto attesa «mano forte» che li possa portare fuori da un’emergenza che sembra non finire mai. Così sono rimasti i presidi dell’emergenza ordinaria, vigili del fuoco e volontari in prima linea, mentre non si vede nulla di quella che la procedura individua come «fase del superamento dell’emergenza».
In queste ore, dopo tre settimane di tempo in cui si sarebbe potuto organizzare un qualcosa di diverso, il presidente della Regione Liguria Claudio Burlando, in qualità di Commissario delegato per il superamento dell'emergenza derivante dagli eventi alluvionali che hanno colpito il territorio della provincia della Spezia, ha scelto di chiedere ancora aiuto alle stressate forze dell’emergenza. In una lettera al Prefetto della Spezia Giuseppe Forlani chiede di prorogare temporaneamente l'attività dei Centri Operativi, in pratica di andare ancora avanti come hanno fatto in queste settimane. Per la Regione questa richiesta è motivata dal perdurare dei gravissimi problemi che hanno di fatto pregiudicato le possibilità di risposta del territorio. In poche parole serve che qualcuno si occupi ancora di coordinare le forze in campo. Ad un mese dall’emergenza, con tre settimane piene in cui lavorare a questo passaggio, rimandare ancora in toto la chiusura della fase di emergenza e non passare alle attività di ricostruzione non è certo un qualcosa che ha fatto piacere ai cittadini. Se a questo si aggiunge il fatto che il livello di fiducia verso le amministrazioni locali superiori al livello dei sindaci impegnati direttamente nell’emergenza è zero, i conti sono presto fatti.
E non ci si stupisce se poi alla notizia che, a fronte di oltre duecento tecnici (ingegneri, geologi, etc.) che hanno prestato gratuitamente la propria opera, la Provincia abbia dovuto pagare le consulenze di sei tecnici «privilegiati» qualcuno alzi la voce e fischi. In prima fila gli alluvionati storici dello spezzino, che si sono raccolti in comitati spontanei tra gli abitanti della foce Magra e della Valle del Magra. Da loro proteste e proposte per la messa in sicurezza della zona del Magra. Ma anche un duro attacco, e tra i promotori ci sono anche realtà politiche che hanno appoggiato le elezioni delle maggioranze di Regione e Provincia, per denunciare la totale immobilità delle due amministrazioni nella messa in sicurezza del territorio. Da qui una doppia scesa in piazza culminata con due accese proteste sotto la sede della Provincia, una con tanto di contestazione allo stesso Burlando. Che pure era stato quasi «salvato» dal vicepresidente del consiglio regionale in quota Pdl, Luigi Morgillo, disposto addirittura ad andare contro il suo partito per chiedere di non iniziare con la ricerca delle responsabilità, perché «il territorio non vuole».