BURLANDO E FACENDO

La «frequenza» inizia a scendere, buon segno per i liguri. L’ultima volta che su queste colonne sono apparsi complimenti a Claudio Burlando era il 20 aprile scorso. Era una domenica, e il giorno prima il presidente della Regione si era preso un sabato di lavoro per intervenire sul caso di una famiglia alla disperazione che era stata sfrattata per morosità dall’Arte. Un caso limite, impossibile da non tenere in considerazione, da non risolvere. Quel giorno Burlando aveva messo da parte le analisi politiche della batosta elettorale, gli equilibri di maggioranza, i dibattiti sulle nomine nella sanità, aveva persino smesso di raccontare ai liguri che riduceva le tasse. E aveva detto che legge o non legge lui quella famiglia non l’avrebbe fatta sbattere fuori di casa. Anche a costo di beccarsi una denuncia. (...)