Burlando evita l’Irap in corner e poi ammette: «Sanità di lobby»

Paola Setti

La sospirata, tardiva telefonata da Roma arriva sul cellulare di Claudio Burlando che sono quasi le 11.30. Lui è in consiglio regionale. Dice: «Abbiamo evitato il disastro: 100mila aziende liguri non dovranno pagare l’Irap al 5.25. Le fasce deboli non dovranno pagare l’Irpef all’1.4». Il governo ha approvato, in corner sulla scadenza per il versamento Irap, il piano di rientro dei costi della sanità. Ma c’è poco da brindare. Perché ora viene la parte più difficile. Tener fede agli impegni e risanare razionalizzando, «non ci sarà niente di facile, a partire dalla vendita degli immobili che dovrà portare 120 milioni di euro». Soprattutto, bisognerà darsi un’etica, a convincere tutti, dagli amministratori ai direttori, che «non c’è più trippa per gatti». Dice proprio così il presidente della Regione, in un attacco durissimo che spiazza l’assemblea ed è un’ammissione di colpevolezza a verbale: (...)