Burlando dopo le ferie cerca un po’ di pace

Paola Setti

Quattro mesi ad affrontare le emergenze del mondo del lavoro, un mese «di meritato riposo» per aver affrontato le emergenze e adesso, parola di Claudio Burlando, il governo regionale entra nel vivo del programma.
«Fase legislativa» la chiama il presidente, si parte dalle priorità, che, spiega, sono cooperazione sociale e internazionalizzazione. Il primo passo è lungo 27 chilometri ma impegna un giorno solo, domenica prossima. Fra Perugia e Assisi c’è la marcia per la pace e la Regione ha stanziato 600mila euro per contribuire «affinché la partecipazione dei liguri sia più ampia possibile». Di più, l’ente di piazza De Ferrari si riserva di varare un ulteriore impegno di spesa per ospitare uno del rappresentanti dei popoli presenti. Poiché la camminata non è da tutti ci andranno solo in tre su dodici assessori, Massimiliano Costa il vicepresidente, Margherita, Franco Zunino all’Ambiente, Rifondazione comunista, Enrico Vesco all’Immigrazione, Comunisti italiani. Gli altri però hanno espresso il proprio assenso a che la Regione affittasse quattro pullman «per consentire anche a chi non ha i soldi di andare» e stampasse le magliette con il logo della Regione Liguria da distribuire ai partecipanti. L’adesione è già massiccia, dice Laura Testoni dell’Arci, dagli scout alle parrocchie alla società civile organizzata, ci sono tanti giovani e la gente arriverà da tutta la Liguria, tanto più che un quinto pullman lo ha messo a disposizione la Cgil.
La lotta è triplice, spiega, contro la guerra, contro la miseria, a favore del ruolo cardine dell’Onu. Si parte alle tre del mattino di domenica. Vesco, che però andrà giù la sera prima, tutto non si può chiedere a un assessore, dice che quest’anno la presenza è tanto più importante, visto che «il Governo in questo periodo sembra distratto o peggio ammaliato dalle sirene della guerra». Burlando, dal canto suo, sottolinea che «non è solo un atto formale, ma il primo elemento visibile dell’attenzione della Regione a questi temi, conseguenza delle scelte strategiche delle’ente». E promette che la Regione darà il suo sostegno alla marcia anche negli anni a venire, perché «i conflitti non si risolvono con la guerra ma con la cooperazione». E a proposito: «Noi vogliamo essere una Regione che fa cooperazione» annuncia. Quindi: serve una legge sul commercio equo-solidale. Che serva a promuovere e far conoscere le botteghe e i prodotti dei Paesi del Sud del mondo. E che getti un occhio di riguardo in tema di importazioni: «Per tutto ciò che non produciamo noi ma importiamo, è importante usare attenzione per ciò che arriva da quel tipo di commercio - spiega il presidente -, perché su troppi prodotti, un esempio per tutti le banane, esiste una sorta di cartello internazionale che favorisce solo le grandi multinazionali».
E poiché lo scibile o quasi rientra nel tema della solidarietà sociale, la Regione si sta muovendo anche su altri fronti. Burlando tanto per cominciare ha un sogno: «Vorrei vedere le pale eoliche sulla diga di Voltri». Non è questione di estetica, ma di utilizzare le energie rinnovabili: «Siamo molto sensibili al tema dell’energia eolica. Bisogna presare molta attenzione ai siti, per esempio ci sono esperienze interessanti sia nel savonese sia nello spezzino - spiega -. Io vedrei bene le pale eoliche sulla Diga di Voltri».
Dai sogni alla realtà di chio da anni aspetta inutilmente una casa, il presidente s’è accorto che Arte ha tanti, troppi alloggi sfitti perché da ristrutturare. Così, ha pregato l’agenzia regionale di stilare un rapporto su tutti gli alloggi vuoti e di quantificare la cifra globale necessaria a ristrutturarli, perché «la situazione nojn è più tollerabile». La cifra ammonterà a circa 5 milioni di euro e potrebbe aumentare, visto che la giunta pensa a un ulteriore stanziamento come contributo per i meno abbienti. Infine, arriverà un fondo regionale per la non autosufficienza.