Burlando guardi in casa propria prima di criticare il piano casa

Porto Venere, un paese che sta franando su se stesso. La stagione, speriamo, sia ormai alle porte, ma quel che offriamo ai turisti è un «paese in cantiere». Tante opere che iniziano, che non vengono seguite, che spesso non hanno neppure le banali autorizzazione per scaricare ponteggi e quant’altro e che non giungono mai a termine. Perché? Incapacità, negligenza, faciloneria sono le prime cose che vengono in mente, ma poi scopriamo che l’impegno c’è e che viene riservato alle grandi opere, dove c’è la polpa, la sostanza, le varianti per le edificazioni da cento alloggi non mancano di arrivare sui banchi del Consiglio comunale e, in poco tempo, quelle sì che arrivano a compimento. Ho sempre in mente i consigli infuocati in cui l’ingegner Talevi, ex sindaco, tacciava ogni costruzione quale «rapallizzazione», «cementificazione selvaggia», e dunque? Possibile che in questo povero territorio la mano destra non sappia mai che cosa fa quella sinistra?
In questi giorni la sinistra di tutta Italia grida allo scandalo per piano casa del governo, si parla di una stanza in più, due quando va bene, per qualche casa dove sarà possibile ampliare.
Burlando è in procinto di andare a Roma per protestare, ebbene gli dò un consiglio, si guardi prima in casa, le speculazioni edilizie nella piccola Liguria ormai non si contano più, o si quieti o controlli di più i suoi Comuni rossi.