Burlando invita al dibattito impossibile

Il dibattito è importante. Se è un monologo, meglio ancora. Se poi è vero che gli assenti hanno sempre torto, l’importante è fare in modo di convocare gli avversari in modo che siano costretti a declinare l’invito. Claudio Burlando ha un’idea nuova: raccontare a quanta più gente possibile quali saranno le conseguenze dei «tagli» della finanziaria per la Liguria. E così la sua giunta decide di organizzare un incontro pubblico sul tema.
L’obiettivo è quello di far arrivare più gente possibile, chiamare anche tutte le parti che potrebbero essere interessate: associazioni, gruppi, scuole, enti, altre istituzioni, sindacati, cittadini in genere. E se poi viene qualcuno che controbatte? O che porta argomentazioni diverse? Addirittura con la forza dell’esperienza diretta sul campo e della conoscenza della materia? Meglio non rischiare. Insomma, meglio evitare che i parlamentari del centrodestra, che la manovra la conoscono nei dettagli, possano confutare la linea antigovernativa. D’altra parte non invitarli neppure significherebbe offrire il fianco a inevitabili critiche.
Così il governatore ha scelto la linea dell’invito a cui non si può proprio dire di sì. Innanzitutto la giunta ha stabilito di tenere l’incontro pubblico il 14 dicembre. Casualmente il giorno più importante di questa legislatura, il giorno della fiducia. Chissà dove saranno i parlamentari quel giorno? Siccome però anche fissare una data del genere, quando peraltro tutti sanno cosa c’è nell’agenda di deputati e senatori, ha il sapore della beffa, ecco che Burlando tenta il colpo di genio. Il presidente della Regione scrive ai parlamentari liguri spiegando che, conscio delle difficoltà che potrebbero avere il 14, per loro organizzerà un incontro per il giorno prima.
«Da ex ministro e deputato, evidente Burlando ritiene assolutamente inutile il dibattito sulla fiducia a un governo, specie in un momento tanto delicato - lo incalza il senatore Pdl Giorgio Bornacin, coordinatore metropolitano di Genova - Proprio lunedì inizia il dibattito in aula. Ma se è per questo noi parlamentari di centrodestra saremo a Roma fin da domenica, giorno in cui è fissato un incontro con Silvio Berlusconi. Non posso pensare che speri in questo modo di togliere qualche voto al governo chiamandoci a Genova. Noi certamente saremo ai nostri posti». Ops, ma davvero allora non potranno rispondere all’invito? Che peccato. Burlando ci teneva tanto.
DPist