«Burlando paghi per le sue bugie»

C’è chi vuole censurare Burlando, chi si stupisce per quella improvvida bugia in consiglio regionale e chi, infine, si limita a stigmatizzare il comportamento del presidente della Regione. Comunque sia, la verità sulle dimissioni di Miriana Detti da direttore generale dell’Agenzia in Liguria (e cioé che ha sbattuto la porta per contrasti con l’assessore Bozzano e non per motivi di carattere personale) sta facendo parecchio discutere. «La lettera di dimissioni della dottoressa Detti inchioda il presidente Burlando alle sue pesanti responsabilità - affermano Gianni Plinio e Luigi Morgillo, rispettivamente capigruppo di Alleanza Nazionale e Forza Italia - È scandaloso che Burlando, pur conoscendo da almeno dieci giorni che la dottoressa Detti si dimetteva a causa della mancanza di fiducia professionale e delle ripetute ingerenze da parte dell’assessore regionale al Turismo, ha risposto alle nostre interrogazioni in aula il 10 agosto 2006 dichiarando che le dimissioni erano, invece, dovute a motivi di carattere personale. Se fossimo negli Stati Uniti d’America il presidente sarebbe già sotto impeachment! Una cosa è certa: la questione non è di natura politica, bensì etica e di correttezza nei rapporti istituzionali. Siamo, pertanto, fiduciosi che i colleghi, ben al di là delle logiche di schieramento, condivideranno la nostra iniziativa. Piaccia o non piaccia al presidente Burlando il dire la verità, soprattutto a proposito di atti ufficiali, non è un optional».
E mentre An e Fi chiedono una formale presa d’atto delle responsabilità di Burlando con l’approvazione di uno specifico ordine del giorno, qualcun altro si spiega finalmente i confusi retroscena di quelle improvvise dimissioni a pochi mesi dall’aver assunto l’incarico.
«L'imbarazzante gestione del comparto turistico attuata dall'assessore Bozzano scrive oggi un'altra, triste, pagina. Dopo mille voci affermate e poi smentite si scoprono, finalmente, i motivi che sottendono alle dimissione della Detti: l'ingerenza dell'Assessore - spiega Matteo Marcenaro, consigliere regionale Udc -. Che la Bozzano viva il turismo in maniera “centrica” l'abbiamo sempre affermato, è arrivata dicendo che bisognava fare “centro”, è andata a Parigi con una bellissima presentazione Genova - centrica, la Bit, con il suo arrivo, è stata toccata dal primo cambiamento Bozzano-centrico con gli operatori avvertiti poche settimane prima, fino all'eclatante caso del Testo Unico sul turismo in cui tutti sono il centro, tutti tranne chi in realtà dovrebbe esserlo: gli operatori. E l'imbarazzo non si ferma qui: si cambia una legge, si fa venire un direttore dal Trentino, la si fa durare sette mesi e poi le si dan 30.000 euro per i restanti 5 mesi con la motivazione di dover portare avanti un, discutibilissimo, piano di marketing. Ma alla fine cosa si scopre: è l'assessore ad aver indotto la Detti ad allontanarsi. Saran contenti gli operatori vedendo con che responsabilità si gestiscono i fondi destinati al turismo, della non responsabilità delle scelte se ne son già accorti, purtroppo. E saranno contenti i turisti, che finalmente capiranno perché la Bozzano proponeva la tassa - su - tutto. Contento non è certo il presidente Burlando che si ritrova costretto a mentire di fronte al consiglio regionale per occultare una situazione che ci ostiniamo a definire imbarazzante ma che con il perdurare del tempo sta scivolando nel tragico portandosi con sé anche tutto il settore turistico ligure. Per tale motivo la minoranza ha presentato un ordine del giorno in cui si stigmatizza il comportamento del presidente e la poca responsabilità dimostrata mentendo per “coprire” i comportamenti dell'Assessore. Ci auguriamo, infine, che Berlangeri, il nuovo direttore dell'Aptl, non sia la prossima vittima della Bozzano».