Burlando plaude ai successi di Biasotti

Ricorre il primo anniversario della presa di potere della sinistra in Regione. E Claudio Burlando, il presidente che non vuol essere governatore, festeggia la circostanza con tutti gli assessori invitandoli a sedere a fianco a lui, basta che non parlino. Poi si concede generosamente (fin troppo, un’ora e mezza di monologo) alle telecamere e ai rappresentanti della stampa. E prende il microfono, senza lasciarlo più. Si vede che è contento, e non ne fa mistero: non osa ancora, d’accordo, mettere il vestito chiaro, ma la propensione all’ottimismo è palese, ribadita da alcuni passaggi fondamentali della relazione di bilancio. Del tipo: «Scordatevi il Terzo valico, non si farà. In Liguria mancano i treni e i macchinisti, i problemi del trasporto pubblico sono destinati a crescere. La spesa sanitaria e farmaceutica è sempre più alta. Gli anziani aumentano, ormai ci sono 241 “over 65“ ogni 100 ragazzi “under 14“. L’ho detto a mio padre: quanto ci costi!». Poi, però, spuntano anche i sorrisi: è quando Burlando ricorda i risultati ottenuti con l’accordo sulle acciaierie di Cornigliano, l’insediamento dell’Istituto italiano di tecnologia, la costruzione delle fregate Fremm, il consolidamento di Finmeccanica, la futura realizzazione del progetto Leonardo agli Erzelli. Tutte iniziative - come ricorda il capogruppo di Forza Italia, Luigi Morgillo - intraprese dalla passata amministrazione di centrodestra, di cui la Liguria sta raccogliendo i frutti. Ma il presidente, tutto teso a sottolineare il felice andamento del primo anno di governo, glissa sui particolari e non ci pensa nemmeno citare il ruolo svolto dall’amico-nemico Sandro Biasotti nei cinque anni precedenti. Anche perché, a questo punto, Burlando si mette a dare i numeri: 75 sedute di giunta, 25 disegni di legge presentati, 17 dei quali divenuti altrettante leggi regionali, 1724 delibere, 43 proposte di delibera (di cui 40 approvate), e infine 4 proposte di regolamento al Consiglio, 2 delle quali sono state già approvate.
«Pensiamo - si schermisce il presidente - che il nostro lavoro abbia avuto un riflesso positivo sull'esito delle elezioni politiche». Resterà questo l’unico accenno della giornata al «bilancio politico» dei dodici mesi trascorsi, a meno di non considerare politica la sensazionale rivelazione del colloquio segreto con Ciampi, il 25 aprile scorso: «Il capo dello Stato mi confidò che aveva deciso di non ricandidarsi. Quel giorno, mi disse che non avrebbe proseguito e io gli risposi che se si voleva una soluzione “alla Ciampi“, solo lui era il candidato ideale». Poi, quasi per scusarsi: «Credo che ormai si possa dire...». ». Difficile proseguire, dopo questa affermazione che fa piena luce sui rivolgimenti della storia recente. Ma Burlando trova la forza di andare avanti. Continuando a fare i complimenti a Biasotti e Berlusconi: «La prima regione a deindustrializzarsi a livello italiano negli anni ’80 è la prima a reindustrializzarsi oggi - insiste -, merito del vento del Nord Ovest e del suo triangolo industriale che rappresenta il punto di forza per far ripartire il sistema Italia e per competere all'interno dell'euro forte». Un processo di reindustrializzazione in cui, aggiunge, «una grande parte è rappresentata dalla messa a sistema dei porti liguri». Altri fiori all’occhiello sono le idee innovative, l'aver scelto di «investire su grandi eventi come il Festival della Scienza, il nuovo Festival Mondomare, le Toll ships, in grado di richiamare sempre più turisti». In chiusura, un minimo di autocelebrazione: «Altri presidenti di Regione mi hanno chiesto della legge sui servizi sociali che istituisce un fondo per i non autosufficienti, in quanto la Liguria è la prima ad averla approvata tra le Regioni italiane». Arriva anche l’annuncio di un sito gestito da Datasiel «con cui illustrare ai cittadini le 300 iniziative della Regione, non solo le leggi, che abbiamo discusso o trattato in qualche modo». Un’esperienza, nel pensiero di Burlando, aperta a ulteriori sviluppi interattivi. Roba da «banda larga». Senza allusioni maliziose alla maggioranza di sinistra al potere.