Burlando ritrova il Psi della porta girevole

I socialisti dalla porta girevole. Sono entrati, usciti, rientrati, riusciti e ririentrati. Alla fine fanno parte della coalizione di Claudio Burlando rimanendo fedeli ad un patto già sottoscritto cinque anni fa. Rinunciano persino a nome e simbolo «buttandosi» nell’esperienza della lista civica e candidando quattro esponenti del partito, uno per ogni provincia. Avevano tuonato di restare fuori dalla coalizione in polemica con i clerico confessionali dell’Udc, ma anche contro l’estremismo di Pdci e Rifondazione. Contavano di presentare un loro candidato alla presidenza e avevano anche strizzato l’occhio ai radicali per una lista comune. Niente di tutto questo, i socialisti a sinistra stanno sia con i clerico confessionali sia con gli estremisti antigronda. «Siamo in questa lista per rafforzare la posizione dei riformisti nella coalizione - spiega Mauro Gradi, segretario regionale del Ps -. Non abbiamo mai posto veti sulle alleanze politiche ma cercheremo di tenere la barra tra una parte e l’altra». «La colazione è ampia ma lo era anche in questi cinque anni e siamo andati bene - conferma il presidente Claudio Burlando -. Mi auguro che la presenza dei socialisti nella mia lista civica segni un punto di contatto per affrontare, dopo le regionali, un percorso di intesa tra le forze della sinistra». Per il Ps nella lista Burlando per la provincia di Genova il candidato è l’avvocato Giuliano Pennisi. Ad Imperia è Eugenio Nocita, medico e consigliere comunale di Sanremo. A Savona, l’attuale presidente del consiglio comunale Marco Pozzo. Alla Spezia Pietro Cavallini, direttore didattico.
Intanto, sempre acque agitate a sinistra intorno al nome di Massimiliano Costa. Il vicepresidente uscente, secondo quanto raccontato dal Secolo XIX avrebbe anche minacciato Burlando di voto disgiunto: «Praticheremo scientificamente il voto disgiunto. Fioroni vuole che Burlando perda».