Burlando sperpera già i soldi delle tasse

Paola Setti

All’improvviso non c’è più fretta. La manovra Finanziaria della Regione può aspettare, l’esercizio provvisorio in fondo non è un dramma e poi la fretta è cattiva consigliera. Peccato solo che il tempo sia denaro, ecco, ma che ci si può fare.
Càpita che un paio di settimane fa il consiglio regionale abbia dedicato una seduta intera, quattro ore di liti fra maggioranza e opposizione, per stilare il calendario dei lavori sul Bilancio: «Approveremo la legge finanziaria regionale entro e non oltre il 23 dicembre» aveva sentenziato alla fine il centrosinistra. E càpita che, invece, ieri l’assessore al Bilancio Giovanni Battista Pittaluga, lui che più di tutti premeva sull'acceleratore, abbia spiegato che no, «preferiamo fare un percorso più lungo, confrontarci con le parti sociali, perché è giusto riflettere insieme e non cercare altre fratture». Che è successo nel mezzo? Dicono che sia stato Claudio Burlando a spazientirsi e a dire: «Adesso basta, andiamo all’esercizio provvisorio e non se ne parli più». Ce l’aveva con Pittaluga, aggiungono. Perché lui, il presidente della Regione, da ex parlamentare pensava che le regole fossero quelle della Camera. E perché l’altro, l’assessore al Bilancio, non gli aveva spiegato che invece no, qui in Liguria il Bilancio si sarebbe potuto approvare anche contestualmente alla manovra fiscale, invece di perdere tanto tempo. Risultato: ira funesta del presidente e marcia indietro dell’assessore, che ha ceduto a un rallentamento dei lavori.
Così, son giorni che la Regione convoca commissioni inutili per discutere di un Bilancio che non c’è. La prima venerdì scorso. Si son trovati in quarta commissione. Raccontano i due consiglieri di opposizione Nicola Abbundo e Gabriele Saldo che tutti hanno ascoltato ligi l’introduzione ma poi si sono accorti che non c’era alcunché da discutere, perché la giunta non aveva ancora deliberato i riparti delle risorse fra i singoli assessorati. Naturalmente hanno preso tutti il gettone, il tempo è denaro, appunto, e l’introduzione era durata comunque un’ora. Ieri erano state convocate altre due commissioni, la seconda e la terza. Prima sono state posticipate al pomeriggio. Poi sono state annullate, ancora per mancanza di materiale da discutere. Niente gettone? Macché: per prenderlo bastava partecipare agli Stati generali sulla manovra finanziaria regionale convocati in mattinata a Palazzo Ducale. Non era una commissione ma un confronto pubblico con enti locali e parti sociali. E ci s’è attardati più a giustificare (a posteriori) il perché della già varata manovra fiscale piuttosto che sulla destinazione dei fondi della futura legge finanziaria. Epperò tutto serve quando serve, ed ecco spiegata la presenza in massa dei consiglieri regionali, ieri in proporzione erano più loro di amministratori, rappresentanti di categoria e sindacalisti messi insieme.
Oggi in consiglio regionale si parla di Dpefr, il documento di programmazione economica e finanziaria regionale, e vabbè. Per domani alle 10 è prevista un’altra commissione, ma il presidente Carlo Vasconi dei Verdi userà forse la decenza di non convocarla neppure, visto che alla stessa ora si riunirà anche la giunta e che senza le deliberazioni della giunta sarà perfettamente inutile convocare la commissione. Poiché di mezzo c’è il lungo ponte dell’8 dicembre, la manovra di Bilancio arriverà in commissione solo la settimana prossima, per essere discussa, emendata, corretta, votata e portata in consiglio regionale. Ma in fondo, lo dice persino Pittaluga, non c’è più fretta. E dire che ieri Burlando ha fatto appello a tutti gli operatori sanitari a non fare sprechi.