«Burlando tradisce i patti»

Oggi blitz in giunta per consegnare al presidente le prime mille firme di protesta

Paola Setti

Piazza De Ferrari ieri somigliava a un vicolo cieco. Fuori, accampata in piazza con branda e cuscino «durissimo, devo cambiarlo», Cristina Morelli la capogruppo dei Verdi a far la fame contro la delibera che deroga la caccia a fringuelli e storni. Dentro, sulle comode poltrone della Regione, il silenzio assordante di Claudio Burlando il presidente e i toni alterati di Giancarlo Cassini l’assessore alla Caccia.
Non sono intenzionati a ritirarla, la delibera che Morelli addita come illegittima «perché le normative nazionali e internazionali dicono che lo storno si può cacciare solo in presenza di gravi danni all’agricoltuta, che la Regione non ha motivato, e che il fringuello si può solo catturare, non uccidere». Cassini s’è spazientito: «Ma come fa a essere illegittima una delibera adottata da anni e in tutte le Regioni?». «Si informi - ha risposto a distanza Morelli -, il Tar le sta bocciando tutte». Il ricorso delle associazioni ambientaliste è già partito, ma i tempi della giustizia sono più lunghi di quelli della stagione venatoria. Il nodo è politico. Morelli accusa Burlando di far riferimento «al programma che lesse all’insediamento in consiglio regionale che però è diverso da quello firmato pagina per pagina dai segretari di tutti i partiti e depositato dal notaio».
Ma i partiti grandi non ci sentono, la politica è l’arte del compromesso e non si può farne sempre una questione di principio. Cassini, che è un tecnico, ieri l’ha detto chiaro: «C’è stata una forte mediazione in giunta sulla delibera, con molte modifiche chieste dagli ambientalisti. Queste forme di protesta sono una forzatura». Comunque: «Non dipende da me, se qualcuno mi dirà che la linea è cambiata ne parleremo». Il «qualcuno» è Burlando, che però tace.
«Cercano di sfinirmi, pensano che mollerò ma si sbagliano - avverte Morelli -. Me ne andrò di qui solo su un’ambulanza e loro non ne usciranno bene». Che poi: «In tanti passano per vedere come sto, anche Mino Ronzitti il presidente del consiglio. Da Burlando neppure un saluto: il lato umano delle persone si vede in queste occasioni». Oggi Morelli, durante la seduta della giunta, consegnerà a Burlando le prime mille firme. Dietro alle quali, annuncia, c’è un movimento trasversale. Patrizia Muratore la capogruppo di Italia dei Valori, che ieri ha richiamato la giunta al rispetto della legalità. Gli Animalisti italiani che da Roma invitano gli italiani a recarsi a De Ferrari per firmare. Le sottoscrizioni del segretario genovese della Margherita Paolo Striano, eppure i «suoi» in Regione hanno votato a favore della deroga alla caccia, e del diessino presidente della Provincia di Savona Marco Bertolotto: «Sono contro ogni deroga». Ancora, gli assessori Verdi in Comune e Provincia Luca Dallorto e Angelo Bobbio, l’assessore e il consigliere comunale della Margherita Gianfranco Tiezzi e Lele Gronda, il consigliere provinciale di Liguria Nuova Marco Fallabrini, Furio Truzzi dei Consumatori. Mobilitata anche la società civile: il marchese Giuseppe Groppallo, il cantautore Settimo Benedetto Sardo, il filosofo animalista americano Tom Regan, il direttore di Primocanale Mario Paternostro.
Il braccio di ferro è appena cominciato, ma con la pancia vuota non sarà facile.