Burlando vola alto: mette da parte i politici e candida Bagnasco

(...) che abbia al suo interno «professionalità capaci di svolgere al meglio le funzioni di azionista della banca e, al tempo stesso, sensibilità attente ai bisogni delle fasce più deboli della popolazione». Chi meglio di monsignor Bagnasco, dunque, o di una persona da lui incaricata per interpretare queste esigenze? La pensa così, in ogni caso, Burlando che «insiste» per un impegno diretto dell’arcivescovo di Genova: «La Regione - precisa il presidente della Liguria - come gli altri enti locali non ha dirette responsabilità nella scelta del consiglio di amministrazione, ma ha molto interesse a favorire la nomina di personalità» qualificanti per orientare il massimo possibile di risorse al contrasto delle nuove povertà e al sostegno alle famiglie e ai soggetti deboli, favorendo la crescita complessiva della comunità ligure. L’identikit corrisponde perfettamente, aggiunge Burlando, ai responsabili di quel mondo fatto di organizzazioni di assistenza, volontariato, servizio alla persona che fanno riferimento alla Diocesi. «Sono certo - conclude il presidente della giunta in una lettera indirizzata a Bagnasco e inviata a tutti i consiglieri della Fondazione - che verrà valutato l’altissimo profilo morale della proposta» in modo da esprimere la conseguente condivisione. Immediata l’adesione del presidente del consiglio regionale Mino Ronzitti che parla di proposta «coerente con le finalità proprie della Fondazione», nella prospettiva di «una presenza che rappresenti garanzia di equilibrio e ricchezza per la comunità ligure» al di fuori di «logiche di spartizione partitica e di interessi particolari».