Burlando vuol far deragliare Terzo valico e Gronda

(...) Il documento è stato approvato da tutti gli schieramenti politici, io non posso certo andare contro questa volontà». Immediata la replica di Matteoli, che conferma la «scaletta» dell’incontro di lunedì: «Firmerò con gli altri attori interessati il protocollo d’intesa» dichiara il ministro delle Infrastrutture. E precisa, secco: «Qualora la Regione Liguria decidesse di non firmare, se ne assumerà la responsabilità». Altrettanto pronto il commento di Marta Vincenzi, che prende le distanze da Burlando: «Mi auguro - afferma il sindaco di Genova - che il tunnel della Fontanabuona possa essere finanziato dal governo in quanto opera importante per un ambito del territorio metropolitano che esprime potenzialità produttive da non sottovalutare. Ma contemporaneamente sottolineo l’esigenza che ciò non ostacoli la volontà di procedere speditamente verso la realizzazione del nuovo tracciato genovese», la Gronda, opera essenziale e già finanziata - aggiunge Marta Vincenzi - per lo sviluppo della città e della regione, su cui si è ottenuta una preziosa convergenza ai diversi livelli istituzionali. Di fronte a tali prese di posizione, le argomentazioni di Burlando scricchiolano. Deve averlo previsto lo stesso capo della giunta di De Ferrari, che vuol far credere di lasciare aperto uno spiraglio e chiede al governo «un incontro urgente per trovare l’accordo. Mi sento preso in giro - confessa comunque Burlando - perché dopo mesi di contatti e impegni non è ancora arrivata da Roma una risposta definitiva». Un vero e proprio ribaltamento della realtà: il presidente della Regione, ricandidato alle elezioni del 28 e 29 marzo, «interpreta» a suo modo «i ritardi del governo» come una mossa elettorale: «Negli ultimi mesi siamo stati incoraggiati da Matteoli ad andare avanti e abbiamo fatto con Anas il progetto di fattibilità. Sospetto che vogliano la mia firma sulla Gronda senza il tunnel per dire che ho detto bugie e far vedere che poi ci pensano loro a fare l’opera. Ma le istituzioni non possono sottostare a questi giochi. Ho cercato di fare il possibile - conclude l’ineffabile governatore - per non arrivare a questo punto, tenendo conto anche che sul tracciato del tunnel, in grado di collegare Rapallo con la Fontanabuona in 6 minuti e non in 50 come oggi, è già stata raggiunta una completa intesa tra i 12 comuni della valle e Rapallo, con la Regione, la Provincia di Genova e la comunità montana». Una smentita indiretta alle tesi burlandiane arriva dall’amministratore delegato della società Autostrade, Giovanni Castellucci, che ha scritto a Burlando per comunicargli l'intenzione di eseguire «approfondimenti progettuali sul Tunnel della Fontanabuona, al fine di identificare il miglior tracciato e un quadro economico-finanziario affidabile e valutabile». Interviene anche il presidente dell’Anas, Pietro Ciucci, per confermare che lunedì firmerà il protocollo d’intesa.
«Burlando è un demagogo, ed è la dimostrazione di come la demagogia faccia seri danni quando è esercitata da un responsabile delle istituzioni» tuona il senatore Luigi Grillo, presidente della Commissione Comunicazioni e Trasporti di Palazzo Madama. E aggiunge: «Lui ha illuso i sindaci della Fontanabuona, ma in nessun documento del governo si dice che il tunnel è abbinato alla Gronda di ponente, bensì a quella di levante che proprio Burlando e Di Pietro nel 2007 hanno fatto di tutto per affossare». Pesantissima la censura del Gruppo Pdl in Regione: «Burlando mente. Fa riferimento a un ordine del giorno del 17 dicembre scorso che però non vincolava il presidente della giunta a sottoscrivere l'accordo di programma solo se vi era inserito il tunnel. La sua è un'iniziativa che rischia di allontanare sempre di più la società Autostrade da Genova e dalla Liguria, è frutto della disperazione di chi si rende conto di aver promesso una cosa impossibile per puro calcolo elettorale». Si associa Nicola Abbundo, consigliere regionale dei Moderati per il Pdl, che smentisce punto per punto le giustificazioni di Burlando. «Trovo vergognoso che il governatore strumentalizzi un ordine del giorno del consiglio regionale nel tentativo di impedire la firma del protocollo d'intesa e l'inizio dei lavori. Nessuno dei consiglieri poteva immaginare che questo sarebbe stato impugnato a danno della cittadinanza. Questa patetica manovra - termina Abbundo - nasconde qualcosa di molto diverso che forse non sapremo mai. Ma che siano sempre gli abitanti di questa regione a farne le spese è scandaloso». Per Gianfranco Gadolla, coordinatore metropolitano del Pdl, «quello di Burlando è un grave atto di irresponsabilità, solo per raccattare voti in Fontanabuona, che mette a repentaglio un lavoro di anni per dotare Genova e la Liguria di infrastrutture indispensabili». A giudizio di Gian Nicola Amoretti, vice coordinatore provinciale vicario del Pdl ed anche profondo conoscitore delle esigenze del Tigullio e del relativo entroterra, l’impostazione assunta da Burlando è, a dir poco, impropria: «Il tunnel è sicuramente un’opera necessaria e, in questo senso, mi sento solidale con i sindaci delle località della costa e della Val Fontanabuona - sottolinea Amoretti -. Ma una posizione troppo rigida come quella decisa dal governatore uscente della Liguria rischia di essere solo controproducente e di vanificare davvero la realizzazione di un’infrastruttura tanto decisiva». Burlando non trova molto conforto neanche in Giovanni Boitano, nominato coordinatore provinciale dell’Udc dopo la fuoriuscita dal Pdl. Pur giudicando il governatore «coerente agli impegni assunti con i sindaci della Fontanabuona», Boitano si augura però che «prima dell’arrivo dei ministri Matteoli e Scajola venga raggiunto un accordo determinante allo sviluppo dell’entroterra e, per quanto riguarda la Gronda di ponente, dell’intera Liguria». È solidale con Burlando, infine, ma senza eccessivo entusiasmo, il presidente della Provincia Alessandro Repetto, secondo cui «la necessità di procedere con l’intesa per le infrastrutture è una priorità per lo sviluppo economico locale, e quindi auspico che entro lunedì si riesca a raggiungere un accordo per poter arrivare serenamente a una sottoscrizione condivisa da tutti».