Burlando zittisce i compagni: «Terzo Valico, paga il governo»

Piovono docce scozzesi sulle opere infrastrutturali fondamentali per la Liguria: notizie confortanti sull’imminente apertura di cantieri o, addirittura, sull’inaugurazione di lavori appena terminati, si alternano, come fossero pilotate ad arte, ad annunci sul ridimensionamento o il mancato finanziamento di interventi già confermati. Un’altalena, inoltre, che si alimenta anche di polemica politica. E se gli ottimisti incassano volentieri il via libera - con la relativa apertura al traffico, tra una decina di giorni - della nuova strada che collega la statale 45 per Piacenza al bivio di Creto, lungo la sponda sinistra del Bisagno (ne parliamo in dettaglio qui accanto), il pessimismo interessato torna a liberare corvi neri a proposito del Terzo Valico e la realizzazione della complanare Prà-Palmaro, mentre si aprono migliori prospettive per il nodo di Genova e, in particolare, per la gronda di ponente. Il presidente di Ispa-Infrastrutture Spa, Andrea Monorchio, ricorda ancora una volta che «sul valico di Genova, forse qualcuno pensa che Ispa sia una società di beneficenza, ma noi quando finanziamo un progetto dobbiamo considerare la sua profittabilità perché abbiamo un conto economico da tenere in equilibro. Insomma non abbiamo quattrini da regalare a nessuno. Se il valico non può andare sul mercato, allora Ispa deve chiedere allo Stato i 5 miliardi che costa realizzarlo. L'articolo 17 della legge Finanziaria stanzia i soldi proprio per il valico, e Ispa lo finanzierà se lo Stato gli rimborserà i soldi del prestito». Ma «rassicurazioni» sulle disponibilità finanziarie arrivano da Roma: lo dichiara il presidente della Regione Liguria Claudio Burlando, smentendo clamorosamente anche il suo compagno di partito, il diessino onorevole Graziano Mazzarello che parlava apertamente di flop. «Ho ricevuto rassicurazioni da fonti ministeriali» spiega, lapidario, Burlando, mentre, a distanza, i responsabili dei progetti ferroviari del ministero delle Infrastrutture ripetono che il progetto resta tra le opere prioritarie.
La gronda, intanto, va avanti. Lo confermano le dichiarazioni di ieri del presidente dell' Anas, Vincenzo Pozzi parlando della nuova autostrada che dovrà affiancare il tratto esistente a Ponente e a Levante : «È necessario sottoscrivere gli accordi per i progetti della gronda di Genova - dice Pozzi - perché sono convinto che questa sia un'opera assolutamente necessaria per bypassare completamente la città. Siamo dell'idea che bisogna dare delle priorità, e poiché i progetti della Gronda di Ponente sono più avanti bisogna accelerare su questo versante». Uno dei nodi da risolvere resta il passaggio della nuova autostrada attraverso il Polcevera: «Io avevo suggerito un tunnel sotto il torrente - sottolinea Pozzi - ma siamo pronti ad accogliere eventuali alternative». Regione, Provincia e Comune sembrano invece orientati a proporre un nuovo ponte sul torrente. Burlando ne parlerà sabato al ministro delle Infrastrutture Lunardi: «Proporremo di inserire nelle opere già finanziate con le legge Obiettivo la gronda, lo svincolo di San Benigno, la galleria Rapallo-Santa e il tunnel sottomarino nel porto». Rischiano, infine, di slittare gli interventi per la complanare lungo l'autostrada per Ventimiglia nel tratto Prà-Palmaro. Per il presidente dell'Anas «il progetto si è incagliato perché sono sorte difficoltà legate alla congestione del traffico». L’ipotesi è che della complanare si parli dopo l’entrata in funzione della gronda di ponente.