Le burle impossibili dei ritardatari perenni

In libreria un libriccino di vignette con un Mister Bean de noantri per prendere in giro chi non si vergogna dei propri infiniti appuntamenti perduti

Avete un amico ritardatario che non ne vuole sapere di sintonizzare l'orologio? Il regalo natalizio più indicato per farsene beffe e fargli cortesemente capire che ci si può sforzare di più evitando il ridicolo è un recente volume di vignette dall'emblematico quanto simpatico titolo «Why Steve was late» (Isbn edizioni, pp. 112, euro 12), titolo rigorosamente in inglese per un'edizione rigorosamente italiana, accompagnato dal sottotitolo «101 fantastiche scuse per chi è in ritardo».
Il libriccino merita qualche sguardo attento perché rappresenta una delle poche occasioni di farsi una risata vera davanti alle curiose vignette delle quali è protagonista Steve, un mr Bean de noantri, che nonostante la buona volontà di arrivare in orario soccombe regolarmente davanti alle disavventure più strane, parto di una fantasia davvero pirotecnica. Capita così di vedersi bloccati da un balena, di perdersi nel proprio stesso letto, di addormentarsi per intere ere geologiche e risvegliarsi con una barba interminabile, ma soprattutto capita di strappare una risata a chi è nemico del tempo e degli impegni e soprattutto a chi, pur sforzandosi di arrivare nei tempi giusti, è costante vittima degli imprevisti più assurdi.
In questi casi, come ben sa chi spesso vive la propria vita di corsa e non riesce mai ad essere puntuale anche a dispetto delle proprie buone intenzioni, il libro costituisce una miniera di scuse assolutamente inopinate quanto sconvolgenti per non dover ricorrere alla più tradizionali giustificazioni della serie «ho perso l'autobus», «non è suonata la sveglia», «sono rimasto intrappolato nel traffico». Naturalmente si tratta di pure invenzioni, quindi riciclarle nella nostra attuale quotidianità è spesso difficile, ma almeno una risata sotto l'albero il tenero Steve può farla fare anche a chi di solito è puntualissimo.