Burocrazia "in archivio": tasse pagate dal tabaccaio e nei centri commerciali

Svolta nella pubblica amministrazione. Accordo Brunetta-Formigoni sulla semplificazione: carte-bancomat e 100mila punti di accesso ai servizi

«Se l’Italia fosse come la Lombardia non avrei alcun problema». Renato Brunetta non ha dubbi: il modello lombardo va esportato per «avviare altre storie di successo in Italia». Già, al ministro per la Pubblica amministrazione non dispiacerebbe che «nel resto del Paese si fosse lo stesso livello d’innovazione raggiunto qui». E lo dice chiaramente mentre firma l’intesa con la Regione Lombardia per la digitalizzazione della pubblica amministrazione.
Intesa triennale che ha un solo obiettivo, spiega Roberto Formigoni: «Semplificare, semplificare, semplificare», ossia pagare le tasse dal tabaccaio, prenotare le visite in farmacia o, ancora, in uno slogan, portare «l’amministrazione a casa dei cittadini». «Regione Lombardia - declina il governatore - ha sempre mirato a reinventare il ruolo della pubblica amministrazione. Nostro obiettivo è mettere a disposizione dei cittadini e delle imprese tutte le innovazioni per semplificare sempre più e sempre meglio, quindi dare efficacia alla macchina pubblica». Che concretamente significa «l’informatizzazione del sistema sanitario e l’accesso ai servizi 24 ore su 24 per sette giorni alla settimana con la carta regionale dei servizi» ma anche «la copertura del 100 per cento del territorio grazie alla banda larga» con la contemporanea «diminuzione del numero dei dipendenti, uno ogni 2500 abitanti, contro la media nazionale di uno ogni 2000».
Come dire: «Abbiamo mirato a una pubblica amministrazione che guardasse al cittadino e non al ceto politico» chiosa il presidente Formigoni, che «in tempi di crisi», ha varato una manovra da 25 miliardi, «conferma di investimenti senza un euro di tasse in più». Il ministro Brunetta ribadisce naturalmente il ruolo «leader» della Lombardia «in Italia e forse anche in Europa per i livelli raggiunti» e preannuncia che «tra dieci giorni firmeremo con la Campania e poi via via tutte le altre».
Ma vediamo, in soldoni, come funzionerà la carta regionale dei servizi che, attualmente, è nei portafogli di nove milioni di lombardi. Carta che dopo l’intesa firmata con il ministero «sarà una sorta di bancomat per i pagamenti e anche carta dei trasporti per prendere bus e metro». Quattro sono, tra l’altro, i progetti strategici prioritari per l’utilizzo della carta come bancomat e, per questo, Formigoni ha già in agenda un incontro sia con l’Abi (Associazione bancaria italiana) che con le Poste, «occasione per dare efficienza, efficacia ed economicità al rapporto tra la pubblica amministrazione, i cittadini e le imprese».
Altri progetti riguardano pure la fatturazione elettronica da parte dei fornitori dell’amministrazione pubblica. Insomma, armonizzazione informatica e tecnologica che, a breve, potrebbe pure consentire di pagare il bollo auto attraverso il cellulare. Realtà e ipotesi che consentono un effettivo, notevole risparmio di tempo «intervenendo», osserva Romano Colozzi, assessore regionale al Bilancio, «anche nei settori scuola e giustizia». Anche per questo il ministro Brunetta ha ottenuto dal governatore Formigoni la collaborazione per lo sviluppo di «Rete amica» con 100mila nuovi punti d’accesso informati, ad esempio i centri commerciali, le tabaccherie e le farmacie. Punti d’accesso «taglia burocrazia» per i nove milioni di lombardi che, grazie al presidente Formigoni, già vivono in una regione all’insegna della semplificazione.