La burocrazia ingessa la nautica

Anche quest’anno, nonostante il perdurare della crisi economica, il Salone Nautico Internazionale di Genova ha registrato un notevole afflusso di pubblico.
Da alcuni anni l’industria cantieristica italiana vive difficoltà legate alle sfavorevoli condizioni dei mercati, sia estero sia interno. Tuttavia si intravedono all’orizzonte incoraggianti scenari di ripresa del settore che stimolano investimenti in nuove infrastrutture e tecnologie.
Il governo, si è ampiamente adoperato per fronteggiare la difficile situazione, garantendo da subito il ricorso agli ammortizzatori sociali per le aziende in crisi, poi promuovendo alcuni importanti pacchetti di riforme, in particolare su due fronti che interessano il mondo della nautica: uno è quello della destinazione alla nautica delle aree sottoutilizzate nei grandi porti mercantili fissato nel Decreto Sviluppo dello scorso maggio, illustrato dal ministro Altero Matteoli nella giornata di inaugurazione del Nautico di Genova. L’altro fronte sul quale l’esecutivo si è mosso, è quello della semplificazione delle norme di settore, che come ben sanno gli operatori e i diportisti, spesso hanno ostacolato la diffusione della nautica.
Al riguardo, vorrei qui ricordare che nel decreto per lo sviluppo approvato all’inizio dell’estate, sono state introdotte alcune misure di grande impatto per la nautica: una, è quella che ha modificato il codice della nautica da diporto, equiparando alle unità da diporto le navi destinate esclusivamente al noleggio, dunque esentandole dagli adempimenti amministrativi alla partenza e all’arrivo, che invece sono previsti per la navigazione mercantile.
Altra norma di semplificazione introdotta con il decreto, è quella relativa all’abolizione della licenza edilizia per l’installazione dei pontili galleggianti, misura che incentiva la realizzazione di questa tipologia di approdi nelle nostre località turistiche balneari. Sempre nello stesso decreto, vi è la norma sulla semplificazione dei trasporti eccezionali.
È infine importante sottolineare come, in un momento di particolare crisi economica, la categoria degli appartenenti al settore abbia continuato a lavorare con grande sacrificio ed elevata professionalità, per superare le enormi difficoltà esistenti, proseguendo ad investire nel settore.
E a questo proposito occorre evidenziare l’impegno e il ruolo che svolge Ucina-Confindustria Nautica, attraverso la valorizzazione e la promozione dell’industria cantieristica navale per l’economia del Paese. Si tratta infatti di una categoria sana e vitale, composta da 90mila addetti che non chiedono risorse, ma provvedimenti a costo zero in grado di semplificare ulteriormente procedure e adempimenti burocratici che ingessano la nautica.
Vorrei inoltre ricordare la recente novità che interessa anche il mondo della nautica, inserita nell’ultima manovra di finanza pubblica e tesa a contrastare l’intestazione fittizia di beni a società, come da interpretazione autentica dell’Agenzia delle Entrate: questa norma, inserendo dei criteri di trasparenza nell’utilizzo personale dei beni, contribuirà significativamente a fare in modo che coloro che posseggono una barca non vengano necessariamente identificati come evasori, riconsegnando una immagine più limpida di un settore che rappresenta una delle più importanti fonti della nostra economia.
* sottosegretario
alla Semplificazione