La burocrazia palla al piede dello spirito imprenditoriale

Con riferimento alla lettera a firma Giovanni Corbellino «Noi giovani soffocati dalla burocrazia» pubblicata sul Giornale del 5 giugno 2005, vorrei menzionare, per coloro che «predicano» lo sviluppo dell’economia, le richieste iniziali fattemi dal Comune per il solo rilascio dell’autorizzazione sanitaria da sottoporre all’esame della Commissione per l’artigianato ai fini di un’eventuale iscrizione della mia impresa artigiana alla Camera di commercio di Napoli.
1) N. 3 planimetrie in scala non inferiore ad 1:50, firmata da un tecnico abilitato e iscritto negli appositi Albi;
2) Relazione tecnico-descrittiva dei locali già completamente strutturati e pronti per la destinazione d’uso, 3 copie;
3) Dettagliata descrizione delle attrezzature installate (scaffalature, banchi e tutto quanto occorrente per attivare il laboratorio);
4) Certificato di immissione in fogna comunale degli scarichi fognari rilasciato dall’Ufficio tecnico del Comune in bollo;
5) Contratto rilasciato da una ditta autorizzata per lo smaltimento degli oli esausti ossa e grassi, contratto smaltimento fuliggine, 3 copie;
6) Certificato destinazione d’uso dei locali;
7) Relazione sul ciclo di lavorazione dell’attività che si vuole intraprendere, 2 copie;
8) Dichiarazione da parte del richiedente che l’attività imprenditoriale ha inoltrato istanza per l’inquinamento atmosferico poco significativo ai vari Enti preposti;
9) Domanda al Sindaco in bollo.
Spirito imprenditoriale e libertà di movimento addio.