Burocrazia «tagliata» per i malati oncologici

A Milano i malati oncologici fortunatamente non s'ammalano di burocrazia. La Regione ha abbattuto da un anno a quindici giorni i tempi per ottenere lo stato d'invalidità con i relativi benefici e i congedi lavorativi. Uno snellimento che la Federazione Italiana delle Associazioni di Volontariato in Oncologia intervenuta ieri al Pirellone presentare la Seconda Giornata Nazionale del Malato Oncologico in programma domenica 3 giugno a Napoli. «La Lombardia ha dato il buon esempio - dichiara Francesco De Lorenzo, presidente della Favo - con l'immediato recepimento della legge n. 80 del 2006 mentre altrove permangono a tutt'oggi situazioni al limite dell'accettabile». Ma qual è la ricetta che ha permesso alla nostra Regione di curare il mal di burocrazia? «Abbiamo impegnato i direttori delle Asl - risponde il governatore Roberto Formigoni - a far rispettare i tempi ed abbiamo verificato che nella quasi totalità dei casi la scadenza venisse rispettata. Qualche giorno di sforamento si verifica nel caso che siano necessarie una o più visite domiciliari. Riteniamo questo non come un punto d'arrivo ma come un primo passo. Vogliamo ulteriormente migliorare i risultati conseguiti, estendendoli a malattie come quelle neurodegenerative». Quello dei tempi rapidi per ottenere l'invalidità non è l'unico primato della Lombardia in materia di neoplasie. Ce ne sono altri: a cominciare da quello delle guarigioni, seguito dalla spesa annua di 80 milioni di euro destinati alla prevenzione. Una somma cospicua se si pensa che corrisponde al doppio della media nazionale. Al Pirellone puntano molto sugli screening per evitare d'ammalarsi ma dedicano molte risorse anche a chi purtroppo è malato e ha bisogno di cure palliative.