Bus elettrici fermi: critiche a Trambus

«Avevo già sollevato il caso della mancata entrata in funzione di trentasei nuovi bus elettrici per il trasporto pubblico locale che sarebbero dovuti andare a implementare i mezzi in circolazione nella capitale, servendo zone centrali e periferiche, come annunciato dall’assessore alla Mobilità. Non solo di questi mezzi non ce n’è nemmeno l’ombra, ma è stata scoperta addirittura una flotta di bus elettrici inutilizzati da tre anni nel deposito Atac di Grottarossa». Lo dice in una nota Massimo Davenia, vicepresidente del gruppo di An alla Provincia.
«Risulta singolare - aggiunge - che Trambus, che prese in gestione i bus elettrici in questione, abbia dato come motivazione del mancato utilizzo degli stessi il discorso legato alle batterie che non consentono grande autonomia di spostamento dei mezzi quando poi la stessa società di trasporto non solo si ritiene all’avanguardia nello sviluppo di nuove soluzioni a basso impatto ambientale per aumentare l’efficienza del trasporto elettrico, ma sul sito aziendale vanta la sperimentazione di una nuova batteria a idruri di metallo che consente di raddoppiare l’autonomia energetica delle vetture, da 50 a 100 km per ogni carica, per favorire l’utilizzo della flotta elettrica e la crescita della produzione del servizio di trasporto. Non solo è grave che i mezzi fermi da anni nel deposito Atac di Grottarossa non siano stati debitamente destinati al trasporto dei diversamente abili, ma lo è altrettanto il fatto che Trambus non abbia provveduto a soddisfare le richieste di trasporto con la motivazione della scarsità dei mezzi a disposizione. Vorrei ricordare - conclude Davenia - che l’assessore regionale ai Trasporti, Fabio Ciani, aveva anche proposto la risoluzione del problema della distribuzione delle merci, bloccando i tir alle porte di Roma, attraverso l’impiego di piccoli mezzi elettrici nel centro e mi domando come questa proposta possa realizzarsi alla luce del fatto che nemmeno quello che si possiede viene utilizzato per salvaguardare l’ambiente e garantire la tanto decantata mobilità sostenibile».