Bus della morte, il conducente non era ubriaco

Non era ubriaco Adamo Cellini, l’autista del pullman precipitato lunedì sera in un giardino condominiale ai piedi di Monte Mario, provocando la morte di 12 turisti turchi. È quanto accertato dalla Procura, che indaga sull’incidente. Il dato sullo stato di Cellini al momento dell’incidente è emerso dall’esame del sangue compiuto sull’autista nell’ospedale San Camillo dove lo stesso è tuttora ricoverato in gravi condizioni. La cartella clinica dalla quale emerge che i valori ematici dell’autista sono compatibilii con uno stato di sobrietà è stata acquisita dagli inquirenti. Gli accertamenti hanno permesso inoltre di stabilire che Cellini non solo non era al telefono al momento del sinistro, ma che conosceva bene quel tratto di strada per averci transitato spesso per motivi di servizio.
Il pm Leonardo Frisani ha intanto ascoltato alcuni testimoni dell’incidente. In Procura c’è riserbo sul contenuto delle dichiarazioni, ma queste avrebbero rafforzato la necessità di approfonditi esami sul mezzo. Domani, comunque, il magistrato affiderà a due esperti, uno di dinamica stradale l’altro sulla tipologia dei mezzi, l’incarico di esaminare il bus al fine di ricostruire le cause dell’incidente. Gli stessi consulenti esamineranno anche le tracce lasciate dagli pneumatici del pullman in via Trionfale.
Intanto l’avvocato Vitaliano Bonfiglio, legale di Aldo Bonanni e Marco Schiavo, rispettivamente amministratori delle società Peter Pam, proprietaria del pullman, ed International tours, che aveva in gestione il mezzo, è stato incaricato dalla compagnia «Aurora», presso la quale era assicurato il bus, di offrire assistenza ai feriti ed ai parenti delle vittime durante la prosecuzione del loro soggiorno in Italia. Lo stesso Bonfiglio sarà oggi in Procura, così come il difensore di Cellini, Giorgio Surano, per nominare un proprio rappresentante nella consulenza che dovrà chiarire i motivi dell’incidente.
Intanto migliorano le condizioni dei quattro turchi feriti, ricoverati al Gemelli. Una delle due donne che erano in condizioni più gravi ha circa 50 anni, aveva subito un trauma maxillofacciale e toracico, ma ora respira autonomamente. La donna non è più intubata e, fanno sapere dall’ospedale, anche se è sempre ricoverata nel reparto di rianimazione, le sue condizioni sono nettamente migliorate. L’altra donna, di circa 35 anni, che aveva riportato un trauma cranico, toracico e addominale, è ancora in coma, ventilata artificialmente, ma le sue condizioni tendono al miglioramento.
Per gli altri due feriti ricoverati al Gemelli, marito e moglie di circa 40 anni, i medici hanno sciolto la prognosi e le loro condizioni migliorano progressivamente. L’uomo, con un trauma toracico e una serie di contusioni, è in buone condizioni di salute ed è ricoverato nel reparto di medicina d’urgenza e anche l’attività respiratoria è migliorata. La moglie, che aveva una ferita particolarmente profonda alla mano, è stata operata ed è in fase di ripresa. È ricoverata nel reparto di chirurgia della mano.