Bus nella scarpata, gita mortale per la scuola francese

Massa Nessun segno di frenata sull’asfalto. E alcuni testimoni hanno visto il pullman sbandare già diversi metri prima del tremendo impatto con il guardrail della «cuspide» che divide il percorso dell’A12 da quello dello svincolo per Massa. Il bus che trasportava alcune classi di una scuola media di Bordeaux in gita a Firenze, ha urtato la struttura con violenza ed è uscito di strada per accartocciarsi in fondo a una scarpata. Tra le lamiere sono rimasti uccisi uno studente, un’insegnante e l’autista.
Una dinamica che aveva fatto pensare a una perdita di controllo causata da un colpo di sonno dell’autista. Ma dopo il primo esame, il medico legale non ha escluso che possa essersi trattato di un attacco cardiaco che ha colpito Angelo Saraceno, 55 anni, l’uomo che era alla guida del veicolo.
Sul pullman, al momento dell’uscita di strada, viaggiavano 63 persone, tra cui 56 bambini di età tra i 12 e 14 anni. Sette gli adulti: i due autisti, uno dei quali uscito illeso dall’incidente, e 5 accompagnatori, tra cui il preside e il sacerdote del Collegio. È toccato a Claude Jugie, preside della scuola Notre-Dame de Riberac, una scuola cattolica privata di Bordeaux, il duro compito di riconoscere le salme di chi è rimasto schiacciato tra le lamiere del pullman. Oltre all’autista sono morti Agnes Besse, l’insegnante di 39 anni e E.B., studente di 13 anni.
La notizia, rimbalzata in Francia, ha provocato un autentico choc. I tg le hanno dedicato grande spazio, riportando la notizia di scene di disperazione e lacrime davanti alla scuola colpita dal lutto. Che non ha lasciato indifferente nemmeno il governo, a cui è arrivata la solidarietà dell’Italia attraverso il ministro degli Esteri Franco Frattini. Il ministro francese dell’Ecologia, Jean-Louis Borloo, e il sottosegretario ai Trasporti, Dominique Bussereau, hanno espresso la loro «fortissima emozione». Le autorità francesi hanno già messo a disposizione un «servizio di sostegno psicologico» per i familiari delle vittime. Dal ministero dell’Istruzione hanno spiegato che «l’Italia è una destinazione privilegiata dalle scolaresche francesi per la sua cultura e per la vicinanza della Francia». Intanto, Bernard Magne, il gestore della società «Les cars Magne» che noleggiava il bus, difende il conducente: «Era nostro dipendente da una decina d’anni e conosceva bene quella regione d’Italia». Aveva appena dato il cambio alla guida a un collega.