«Bus sequestrato, non escludiamo la pista terroristica»

da Roma

«Pur non emergendo alcun indizio che possa far ricondurre l’episodio ad atti di terrorismo, la valutazione dei fatti e delle circostanze ancora in corso di accertamento non consente di escludere alcuna finalità del gesto criminoso». Lo ha detto il viceministro dell’Interno Marco Minniti in un’informativa alla Camera sul sequestro dell’autobus della società Arfea in servizio sulla linea extraurbana tra Alessandria ed Acqui Terme avvenuto il 15 maggio. Minniti, dopo aver spiegato che «le indagini procedono per accertare tutti gli aspetti di questo gravissimo episodio» ha anche voluto sottolineare che il sequestro «avrebbe potuto avere esiti di tutt’altro segno senza il generoso e pronto intervento dei poliziotti sull’auto e senza l’immediata, intelligente e coordinata reazione delle forze di polizia che hanno nei fatti separato il mezzo da tutti i punti in cui si sarebbero potuti registrare danni per le persone o le cose».
Poi il viceministro ha ricostruito l’accaduto. «Nel primissimo pomeriggio dello scorso 15 maggio, esattamente tra le 13.30 e le 14.00 - ha detto -, tre persone hanno dirottato e sequestrato un autobus della società Arfea in servizio sulla linea extraurbana tra Alessandria ed Acqui Terme. Sull’autobus, oltre all’autista si trovavano, 15 persone. Tra di loro due poliziotti liberi dal servizio». I sequestratori, ha chiarito Minniti, sono stati per ora identificati in tre albanesi: Alì Muka, 27enne in Italia dall’ottobre 2000, residente ad Alessandria e titolare di permesso di soggiorno per lavoro subordinato, in corso di rinnovo; Armand Albrahimi, 19 anni, entrato clandestinamente in Italia e privo di permesso di soggiorno, domiciliato ad Alessandria presso una sua parente regolarmente residente in Italia; Ahmeti Rustem, 21 anni, entrato clandestinamente in Italia quando era minorenne. I tre sono stati arrestati.
«Gli elementi che ho fornito suggeriscono, dunque, un approccio serio e rigoroso di questa vicenda partendo prima di tutto dai dati di fatto - ha messo in evidenza il viceministro -. Secondo tutte le ricostruzioni ufficiali, fornite rispettivamente dalle questure di Alessandria e Novara e dal Comando generale dell’Arma dei Carabinieri, i due poliziotti presenti casualmente tra i passeggeri - l’assistente capo Egidio Valentino in forza presso il Centro Raccolta Interregionale vestiario e casermaggio di Alessandria, ed il vice sovrintendente Roberto Curelli, in servizio presso la Scuola Allievi Agenti di Alessandria - sono stati decisivi per impedire un esito drammatico della vicenda che si è conclusa con il ferimento dei due stessi agenti e di uno dei sequestratori, salvaguardando quindi interamente l’incolumità di tutte le altre persone presenti sull’autobus». «A tutti i cittadini coinvolti in questa vicenda voglio esprimere la solidarietà del governo e mia personale. In particolare voglio rivolgere un ringraziamento forte e non formale ai poliziotti Valentino e Curelli ai quali auguro pronta e completa guarigione».