Busalla chiude l’ospedale per aprirlo ai profughi

A Busalla sbattono fuori dalla porta dell'ospedale i pazienti locali e ci fanno entrare i profughi extracomunitari.
A Genova «con i soldi dei malati» ci comprano un pc portatile da 2500 euro e un I-phone da 700 euro per la direzione generale dell'Asl 3, che, dopo l'avvicendamento al vertice dell'ufficio, sarebbero «desaparecidos» da oltre un mese.
Nei pronti soccorso la gente arriva malandata, aspetta anche 15 ore e se ne ritorna a casa non curata ovvero ancor peggio di come ci è arrivata.
Le liste d'attesa per gli esami diagnostici e le visite di routine, in molti casi sono di mesi e mesi, quando va bene.
Gli ospedali, come quelli di Recco, Rapallo e Santa Margherita, chiudono e se ne fa uno per tre «senza i necessari collegamenti per l'utenza», riducendo il servizio di «prima emergenza» nel Golfo Paradiso solo al mattino. Recchelini e turisti come Fantozzi: se qualcuno ha la sfiga di farsi male al pomeriggio, sono fatti suoi.
E via via così, come ha documentato ieri citando una serie di articoli di Giornale, Secolo XIX e Corriere Mercantile, il capogruppo regionale del Pdl Matteo Rosso: «La gente ha paura di mettere piede in ospedale, nonostante i bravi medici e sanitari, che ogni giorno compiono il loro dovere, ma la politica sanitaria di Burlando e Montaldo è disastrosa e molto peggiore rispetto a quella di alcuni anni fa».
Invece, per il centrosinistra, dal presidente della Commissione regionale alla Sanità Quaini all'assessore Montaldo, la colpa è sempre del «Cav». In buona sostanza, se la sanità non funziona in Liguria è perché il governo ha chiuso i rubinetti dei finanziamenti.
«È la solita solfa - ha aggiunto ieri Rosso - Proprio poche ore fa abbiamo saputo che una quarantina di profughi sono stati sistemati nell'ex ospedale di Busalla. Il sindaco, giustamente, è infuriato con la giunta Burlando. In tal senso, ho presentato un'interrogazione urgente. Questa è la politica sanitaria della coppia Burlando-Montaldo: chiudere gli ospedali e riempirli di immigrati. La prossima volta toccherà alla struttura di Recco. È una vergogna inaccettabile quella che sono costretti a subìre i residenti di Busalla, i quali hanno dovuto sacrificare una struttura sul loro territorio, strategica per la loro salute. L’assessore si dovrebbe dimettere».
«C'è poca chiarezza e trasparenza nella gestione della sanità ligure del duo Burlando e Montaldo - attacca ancora il consigliere Pdl Luigi Morgillo - siamo preoccupati: non ne possiamo più delle solite lagnanze sul governo cattivo e sui compagni buoni».
«L'assessore Montaldo non soltanto non mi ha risposto sulle liste d'attesa, sui disagi dei pazienti ai pronti soccorso, sulle anomalìe denunciate dai primari e altri scandali - ha insistito Rosso - ma neanche su quel pc portatile pagato 2500 euro e su quell'I-phone da 700 euro che l'Asl 3, con i soldi per i malati, aveva acquistato per la direzione generale. Renata Canini ha lasciato l'incarico il primo luglio. Ancora ieri, non sembra che tale strumentazione, inopinatamente acquistata, risulti disponibile nell'ufficio della direzione generale. Anche su queste vicende occorre più trasparenza, controllo e soprattutto risposte da parte dell'assessore Montaldo».