Busalla prende spazi alla ferrovia

Un protocollo d’intesa è stato firmato ieri nella sede della Provincia di Genova per la riconversione di aree in Valle Scrivia, di proprietà delle Ferrovie dello Stato, che saranno convertite a usi urbani e per attività produttive. A siglare l’intesa sono stati Regione, Provincia di Genova, i Comuni di Busalla e Ronco Scrivia, la Comunità Montana, con l’adesione della società Rfi. La Regione ha già stanziato 500 mila euro per le infrastrutture, mentre la società Genova Sviluppo è stata incaricata di acquistare le aree dalla società Rfi. Si tratta di un comprensorio di 15 ettari, posto lungo l’antica linea ferroviaria dei Giovi, sulla sponda sinistra dello Scrivia, immediatamente a ridosso delle aree urbane del capoluogo, di Busalla e della frazione di Borgo Fornari a Ronco Scrivia. Tali aree fanno parte di un parco ferroviario per lo più inutilizzato che, in virtù della riorganizzazione del nodo di Genova e, in prospettiva, della realizzazione del Terzo valico, è destinato a veder progressivamente diminuire la sua funzione di appoggio al trasporto merci. L’intesa è stata presentata dal presidente Alessandro Repetto e dal vice Paolo Tizzoni,dall’assessore regionale Luigi Merlo, dai sindaci di Busalla e Ronco Scrivia Mauro Pastorino e Simone Franceschi, dal vice presidente della comunità montana Bruno Saccomanni, dall’amministratore delegato di Sviluppo Genova Alberto Ghio. Il piano territoriale di coordinamento provinciale stabilisce che sulla sponda sinistra dello Scrivia venga realizzato il completamento della viabilità per l’interconnessione diretta tra la provinciale 226 di fondovalle e la 35 dei Giovi per il superamento del centro di Busalla, in prosecuzione della variante esterna già realizzata che ha garantito un più sicuro accesso all’autostrada A7. «Questo accordo – ha detto il sindaco di Busalla – ha il duplice risultato di promuovere il completamento della variante esterna all’abitato, per cui sono già disponibili risorse regionali e comunali, e di recuperare una porzione di paese che era rimasta abbandonata».