Bush agli arabi: isolate l'Iran e la Siria

Monito del presidente americano: "Ogni nazione pacifica nella regione ha interesse a opporsi alle
ambizioni di Teheran di avere armamenti nucleari, consentire
che lo sponsor del terrore nel mondo abbia l'arma più letale
sarebbe un imperdonabile tradimento delle future generazioni"

Sharm El Sheikh - Il presidente americano George W. Bush si appresta ad esortare gli arabi a opporsi a quelle che ha definito "le ambizioni nucleari" di Teheran e a isolare l'Iran e la Siria. Nel discorso che terrà al Forum economico di Sharm el Sheikh, il capo della casa Bianca, secondo anticipazioni, dirà che "ogni nazione pacifica nella regione ha interesse a opporsi alle ambizioni di avere armamenti nucleari" di Teheran. Per Bush "consentire che lo sponsor del terrore nel mondo raggiunga l'arma più letale sarebbe un imperdonabile tradimento delle future generazioni". Bush esorta quindi a isolare l'Iran, la Siria e le organizzazioni radicali.

"Il petrolio finirà, diversificate le vostre economie" E Bush lancia un altro avvertimento ai leader arabi: le vostre riserve di petrolio non sono infinite e quindi è necessario diversificare le vostre economie. "La corsa dei prezzi del petrolio ha portato enormi profitti ad alcuni nella regione - afferma il presidente americano - Ma le risorse sono limitate e nazioni come la mia stanno sviluppando forti alternative al petrolio". Bush aggiunge: "Mentre il mondo comincia a diventare meno dipendente dal petrolio le nazioni del Medio oriente devono costruire economie diverse e più dinamiche".

"Non reprimete le libertà civili" Bush inoltre esorta i paesi arabi a rinunciare a reprimere le libertà civili e a liberare tutti i prigionieri politici, spiegando che "l'America è fortemente in ansia per le sorti dei prigionieri politici nella regione, dei militanti democratici che sono vittime di intimidazioni e repressione, dei giornali e delle organizzazioni della società civile che vengono chiusi, dei dissidenti la cui voce è soffocata". Per Bush "é venuto il momento che i paesi del Medio Oriente nella loro globalità abbandonino tali pratiche e trattino la popolazione con la dignità e il rispetto che merita". 

La questione palestinese Il presidente americano annuncerà anche che qualche piccolo progresso è stato fatto sulla strada del negoziato di pace tra arabi e israeliani. Ieri Bush aveva viso quello palestinese Abu Mazen (Mahmoud Abbas) con il quale si era sforzato di convincere gli scettici arabi che l'appoggio ad Israele non significa per forza essere sordi alle aspirazioni ad uno stato palestinese. Bush nel suo discorso dirà di credere "chiaramente" nella possibilità di "riuscire a definire uno stato palestinese entro la fine" della sua presidenza, secondo quanto aveva anticipato ad Abu Mazen. "Dirò chiaramente che il solo modo di assicurare una vera prosperità è di estendere la libertà politica ed economica. Farò pressioni - ha anticipato il presidente americano - su tutti i dirigenti della regione perché respingano coloro che sprecano tutto, come i regimi in atto in Iran e Siria, superino le vecchie polemiche e accolgano positivamente il cambiamento".